Caterina Pes

Direzione nazionale Pd

Deputata - Commissione Cultura

Tra i fondatori di Progetto Sardegna, il movimento fondato da Renato Soru, di cui è stata coordinatrice regionale. In Parlamento dal 2008, è componente della commissione Cultura: il suo impegno è diretto in particolare a difendere e garantire il diritto allo studio
profilo

biografia

Sono nata a Sassari nel 1960 e, sino ai nove anni, vissuta a Cuglieri, un centro della provincia di Oristano incastonato tra le montagne e il mare. Nel 1969 con mio fratello e i miei genitori ci siamo trasferiti a Oristano e qui ho condotto i miei studi superiori al liceo classico “De Castro”, lo stesso che frequentò Antonio Gramsci, liceo nel quale sarei tornata come insegnante, dall’altra parte della cattedra, solo cinque anni dopo il conseguimento della maturità. Ho studiato Filosofia all’Università di Cagliari. Una grande passione mi lega da sempre a questa disciplina, perché luogo di riflessione profonda, razionalità e pensiero critico. Questo approccio mi ha avvicinato alla politica, che è sempre stata, dal liceo in poi, una componente essenziale del mio percorso. Mi appartiene la storia dei movimenti, delle marce per la pace, dell’impegno ambientalista. In questo senso mi sono riconosciuta in “Progetto Sardegna”, il movimento di cui sono stata, oltre che tra i fondatori, coordinatrice regionale: è così che è iniziato il mio impegno diretto e militante in politica. Nel 2008 sono approdata a Montecitorio, eletta nelle liste del Partito Democratico. Occupare il banco che fu di Terracini e degli altri padri costituenti mi dà, quotidianamente, il senso della responsabilità e del dovere che ho nei confronti dei miei concittadini, in nome di una democrazia costruita sul sacrificio di molti e alla quale non possiamo abdicare, né possiamo permetterci di svilire. Il mio impegno in Parlamento, da insegnante e da componente della Commissione Cultura, è diretto in particolare a difendere e garantire il diritto allo studio, alla scuola e università – che mai come in questi anni hanno subito un attacco così violento – in quanto credo nel valore profondo dell’istruzione e della conoscenza, che rende le donne e gli uomini persone libere, prima di tutto. Un’ultima, ma fondamentale fetta della mia storia personale è legata alla Sardegna, dalla quale e per la quale è partita la mia esperienza politica militante. Credo in un’altra Sardegna possibile, che non è una formula di circostanza, ma una modalità per disegnare e immaginare quell’Isola capace di ribaltare a suo favore le condizioni di marginalità rispetto a uno sviluppo economico “sporco”, vorace, irrispettoso dei lavoratori e del territorio. Penso che la Sardegna possa e debba diventare il laboratorio dello sviluppo sostenibile, diffidente nei confronti della speculazione “verde” ma aperto all’industria pulita dell’ambiente e della conoscenza.

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