Rassegna stampa

Rai, Ranucci: "L'Ad potrà essere anche un dipendente e la vigilanza non condizionerà più il Cda"

di Raffaele Ranucci,  pubblicato il 10 luglio 2015 , 934 letture
Raffele Ranucci, correlatore con Enrico Buemi del ddl sulla Riforma della Rai uscito dalla commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato e con buone possibilità di essere sottoposto al voto dell'Aula già la prossima settimana avendo registrato "un'ampia convergenza", spiega il provvedimento in un'intervista al Messaggero . Il punto di svolta è "aver ascoltato tutti accettando gli emendamenti dei vari gruppi. Abbiamo completamente riscritto l'articolo 4, un punto fondamentale in cui si garantisce l'indipendenza economica della Rai. Il governo dovrà definirne le modalità ma dall'autonomia non si prescinde".

Sull'accordo con i forzisti precisa: "Nessun Nazareno bis. Solo un confronto leale sugli emendamenti. Le ricordo che sono passati sia quelli presentati da Gasparri che dai 5Stelle". E puntualizza "la Gasparri l'abbiamo cambiata tracciando la strada per una nuova governance", "l'ad avrà pieni poteri, senza limitazioni di alcun genere. Ora la Vigilanza tornerà a fare la vigilanza, senza possibilità di condizionare il cda".

Sottolinea, inoltre, come ora, a differenza del passato, anche un dipendente della Rai potrà diventare ad: "Visto che uno dei membri del cda verrà espresso dai dipendenti ci è sembrato coerente. No, non c'è nessun nome. Ma se i dipendenti dovessero indicare un nome 'fantastico' perché non prenderlo inconsiderazione?".
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