Rassegna stampa

Giannini: questa riforma aiuterà finalmente il Sud

Per il ministro dell'Istruzione con la Buona Scuola "si sbloccano risorse per superare il divario esistente, non più tollerabile". Stefania Giannini assicura che a settembre le famiglie troveranno una "scuola propositiva, in cui ci potrà essere il potenziamento di alcune materie, dall'inglese alla primaria, e ancora musica, storia dell'arte, economia e finanza. Il principio è quello del curriculum flessibile"

pubblicato il 10 luglio 2015 , 736 letture
Scuola  scuola1
"Il divario Nord-Sud non è più tollerabile. Bisogna partire da un processo di recupero. C'è bisogno di una consapevolezza: il Sud, può diventare definitivamente il volano dello sviluppo", "con i Pon al Sud sono arrivati 3 miliardi e 400 milioni destinati a regioni che ne avevano bisogno, ma evidentemente non sono bastati visti i risultati dell'Invalsi, caratterizzati anche dal rifiuto della cultura della valutazione che ora non ci possiamo più permettere". Lo afferma in un'intervista al Mattino Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione, commentando l'approvazione della legge sulla Buona scuola.

"E' questo - dice - solo un punto di partenza e non un traguardo". La Buona scuola punta a invertire il divario Nord-Sud dando risorse, "rendiamo la scuola responsabilmente autonoma - spiega il ministro -. Con la possibilità di varare un progetto educativo che sia orientato ai bisogni reali del territorio. E dunque strumenti adeguati che rispondono realmente ai bisogni".

A settembre le famiglie troveranno una "scuola propositiva, in cui ci potrà essere il potenziamento di alcune materie a partire dall'inglese alla primaria, e ancora la musica, la storia dell'arte, l'economia e la finanza. Il principio introdotto è quello del curriculum flessibile".

"Le assunzioni sono sempre state accompagnate da ricorsi. Sto facendo fare una valutazione del costo del contenzioso del Miur. Ora è il momento di fare un salto di qualità. Di sburocratizzare il sistema proprio per evitare i continui ricorsi che non significa eliminare le tutele".

Giannini chiarisce che "non è la scuola che si deve occupare della teoria gender", semmai deve promuovere la parità di genere. "Ci deve essere una presa di coscienza da parte dei ragazzi, dell'uguaglianza anche nella diversitaà La parità di genere significa aiutare le donne del futuro che ancora sono svantaggiate nel mondo del lavoro, significa una lotta senza quartiere alla discriminazione omofoba, al cyberbullismo"
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