Rassegna stampa

Pinotti: "L'Isis non sta vincendo ma va sconfitta la sua propaganda"

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti in un'intervista al Messaggero spiega la strategia per affrontare la minaccia terroristica e i flussi migratori "è partita la prima fase, ora occorrono una nuova decisione europea, la risoluzione Onu e la richiesta delle autorità libiche"

di Roberta Pinotti,  pubblicato il 6 luglio 2015 , 3208 letture
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Per il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, "non è vero che l`Isis stia vincendo. Abbiamo bisogno di una contro-narrazione". Quanto alla missione europea nel Mediterraneo, "è partita la prima fase ma per quelle ulteriori occorrono una nuova decisione europea, la risoluzione delle Nazioni Unite e un`auspicabile richiesta delle autorità libiche".

In una intervista al Messaggero il ministro illustra alcuni temi della partecipazione italiana a EuNavFor Med, il dispiegamento delle navi e la raccolta di informazioni sulle imbarcazioni e le rotte degli scafisti. "Le fasi ulteriori prevedono azioni di contrasto, con la possibilità di fermare i barconi in mare o individuare i luoghi di raccolta dei migranti. Queste bande criminali hanno disprezzo totale per la vita umana: trattano i migranti da schiavi, li costringono a pagare più volte, ne stuprano le donne, li chiudono a chiave nelle stive come nel film "Amistad". Noi non possiamo accettare che sfruttino il dolore delle persone, guadagnando proventi altissimi impiegati poi chissà come". E più avanti aggiunge: "Impiegheremo droni, elicotteri, la portaerei Cavour, ma senza gli Harrier. Ci sono una nave britannica, due tedesche, altri assetti di altre nazioni. Uomini e mezzi".

Arriverà la richiesta da parte della Libia per le altre fasi?, viene chiesto. "Occorre che vi sia un governo riconosciuto da tutti i libici. Le fazioni di Tobruk, Zintan e Misurata hanno firmato l`accordo con l`inviato dell`Onu, Bernardino Leon. Mi auguro che si aggiunga presto la firma del Parlamento di Tripoli. Tutte le parti hanno dichiarato che gli scafisti vanno contrastati".

Il terrorismo ha colpito duramente in Francia. Noi siamo più fortunati, più bravi oppure non siamo un bersaglio? "Noi non abbiamo immigrati di terza generazione come quelli che hanno colpito in Francia. Questo non vuol dire che siamo immuni. L`attentato terroristico è per sua natura subdolo e difficile da prevedere. Possiamo immaginare gli obiettivi a rischio. L`attenzione è massima".

L`Isis ha conquistato Ramadi in Iraq e Palmira in Siria. "Bisogna distinguere tra propaganda dell`Isis e effettivi successi militari. La propaganda e l`enfasi con cui alcuni nostri media la rilanciano fanno passare attentati terroristici ben congegnati, come a Ramadi, per riconquista totale. La loro tecnica è micidiale, hanno messo in campo capacità nuove e diverse: terroristi sul suolo occidentale o nei Paesi musulmani non allineati col fondamentalismo. A volte si muovono come in una guerra convenzionale, altre con un mix di battaglie tradizionali e terrore, o con attentati in luoghi pubblici e, ancora, con omicidi mirati".

Pinotti respinge le accuse dei 5 Stelle e di chi sostiene che in sotanza l'Italia si appresta a un atto di guerra: "Non capisco a cosa si riferiscano. La missione è stata lanciata il 18 maggio dai ministri della Difesa e degli Esteri europei e approvata il 22 giugno dai titolari degli Esteri. Contrastare gli scafisti dovrebbe essere interesse comune di tutte le forze, anche dell`opposizione. E non è un atto di guerra, semmai di polizia. Il Parlamento è stato informato passo dopo passo, e comunque era materia nota da tempo"
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Per il ministro della Difesa va fatta una seria distinzione tra "la propaganda e l`enfasi con cui alcuni nostri media la rilanciano fanno passare attentati terroristici ben congegnati, come a Ramadi, per riconquista totale". Insomma, non bisogna cedere alla "tecnica micidiale" dello Stato islamico, "Non bisogna dare fiato al loro trionfalismo, alla loro propaganda che si basa da un lato sulla crudeltà ed efferatezza, dall`altro sull`idea di un Califfato vincente anche se non vince.Lavoriamo alla stabilizzazione dei territori, al blocco dei flussi finanziari, alla comunicazione e a un racconto diverso".
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