Comunicato stampa

Carceri, Pd: l'Italia, da vergogna europea a esempio di buone pratiche

Per il responsabile Esteri del Partito democratico, Enzo Amendola "da problema, l'Italia sta diventando un esempio virtuoso". Il capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera, Walter Verini, esprime "grande soddisfazione" per "il giudizio dato dal segretario generale del Consiglio d'Europa al ministro Orlando"

di Walter Verini,  pubblicato il 16 giugno 2015 , 2381 letture
carceri  carceri
"Da problema, l’Italia sta diventando un esempio virtuoso. L’importante riconoscimento del Consiglio d’Europa è una buona notizia. Bisogna proseguire su questa strada". Lo ha detto Enzo Amendola, responsabile Esteri della segreteria nazionale del PD, commentando quanto dichiarato dal segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, in merito ai provvedimenti messi in campo dal governo sul sovraffollamento carcerario.

"In molte realtà i detenuti sono costretti a scontare la pena in condizioni disumane, come da anni denuncia il Pd. Ora, invece, stiamo assistendo ad un netto e deciso cambio di passo nelle pratiche e nei provvedimenti per risolvere questa emergenza grazie anche al lavoro svolto dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando", conclude Amendola.

"Da vergogna europea a esempio di buone pratiche contro il sovraffollamento carcerario. Questo giudizio dato al ministro della Giustizia Orlando dal segretario generale del Consiglio d'Europa, Jangland, è motivo di grande soddisfazione per il nostro Paese. Il lavoro compiuto in questi due anni da Governi e Parlamento - anche sulla spinta dell'ex presidente della Repubblica Napolitano - ha contribuito in maniera strutturale a rendere le carceri più luoghi di pena ed espiazione che di abbrutimento e barbarie". Così Walter Verini, capogruppo Pd nella Commissione Giustizia di Montecitorio.

"Ora dobbiamo proseguire sulla strada della certezza della pena per chi compie reati ma anche su quella del recupero e del reinserimento di chi ha sbagliato e pagato il prezzo dell'errore. Formazione, lavoro e socialità nelle carceri. Investire in questo significa investire in umanità. Ma anche in sicurezza, perché chi esce con una formazione e un mestiere in mano difficilmente torna a delinquere", conclude Verini.
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