Rassegna stampa

Poletti: "Per la prima volta niente giochetti. Via alla staffetta generazionale"

Il ministro del Lavoro in un'intervista a Repubblica assicura "metteremo mano alla legge Fornero per introdurre meccanismi di flessibilità nell'uscita dal mondo del lavoro"

pubblicato il 19 maggio 2015 , 1438 letture
Il prossimo obiettivo del governo sarà rimettere mano alla legge Fornero per introdurre meccanismi di flessibilità nell'uscita dal mondo del lavoro. Lo ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un'intervista a Repubblica. "Io ritengo che nella legge Fornero - ha detto Poletti - ci sia un elemento di rigidità strutturale che in fondo non è nemmeno utile. Nel nostro Paese ci sono persone che vorrebbero andare prima in pensione sapendo che questa scelta potrà richiedere loro un sacrificio".

"Abbiamo due tipologie di situazioni: ci sono coloro che perdono il lavoro in età matura e in questo caso la situazione diventa acuta dal punto di vista sociale; poi ci sono coloro che per ragioni personali, magari d`intesa con l`azienda per cui lavorano, vorrebbero lasciare prima il posto. In questo secondo caso non c`è lo stesso problema sociale. Per venire incontro a entrambi dobbiamo trovare una strada che permetta di non scaricare i costi sulle casse pubbliche ma consenta una flessibilità in uscita con una penalizzazione dell`assegno futuro".

Quanto a un eventuale contributo nei nuovi meccanismi da parte delle aziende, il ministro ha chiarito: "È una questione che si porrà. Ci sono molte imprese che ci chiedono di favorire il ricambio generazionale, attraverso una sorta di staffetta giovani - anziani. Tra gli obiettivi che ci siamo posti c`è quello di favorire, per questa via, l`ingresso di più giovani nel mercato del lavoro".

Sulla questione dei rimborsi per il mancato adeguamento all'inflazione dell'assegno ai pensionati, rivendica "non è vero che ci siamo fatti uno sconto. Ci siamo assunti la responsabilità di decidere e di non fare giochetti. Abbiamo detto con chiarezza quello che si poteva fare nel contesto dato. Lo abbiamo fatto nel rispetto della sentenza della Corte costituzionale e nelle compatibilità economiche possibili".
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