Comunicato stampa

Orlando: "Ora il ministero della Giustizia è più efficiente e trasparente"

Approvato in Cdm lo schema in materia di "Regolamento di organizzazione del ministero della Giustizia e riduzione degli Uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche". Per il Guardasigilli significa "aumentare efficacia e trasparenza attraverso la riqualificazione delle risorse"

di Andrea Orlando,  pubblicato il 18 maggio 2015 , 1821 letture
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Il consiglio dei ministri ha approvato oggi definitivamente lo schema di decreto in materia di "Regolamento di organizzazione del ministero della Giustizia e riduzione degli Uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche".

In particolare, la ristrutturazione del ministero prevede un robusto dimagrimento dei dirigenti generali che passano da 61 a 36 e dei dirigenti che passano da 1006 a 712. Il risparmio totale dell'opera di ristrutturazione è calcolato in circa 65 milioni di euro.

"Il nuovo regolamento - ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando - è una riforma innovativa e funzionale di cui il ministero aveva urgentemente bisogno e che risponde al criterio di conciliare una necessaria riorganizzazione degli apparati amministrativi del ministero con il contenimento della spesa di gestione tramite il recupero di risorse e la razionalizzazione delle attività di servizio".

"Si tratta - ha continuato il ministro - di una profonda e incisiva opera di ristrutturazione e semplificazione fondata su un unico principio ispiratore: aumentare l'efficienza, l'efficacia e la trasparenza dell'azione amministrativa attraverso una riqualificazione delle risorse disponibili anche attraverso l'eliminazione di duplicazioni di funzioni e gestioni e alla creazione di un unico centro competente in materia di acquisti e spese".

"Mi piace in particolare ricordare proprio alla vigilia dell'avvio degli Stati generali dell'esecuzione penale prevista per domani mattina a Bollate - conclude Orlando - l'ampliamento delle competenze del Dipartimento per la giustizia minorile a cui sarà assegnata anche l'esecuzione di tutte le misure alternative e le sanzioni sostitutive alla detenzione in carcere, adottando così una moderna struttura di controllo della cosiddetta probation secondo i più avanzati modelli europei".
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