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Def, Taddei: "No a proposte Cgil di nuove tasse"

Il responsabile Economia e Lavoro del PD, a margine di un convegno della Cgil: "il modo migliore per correggere la disuguaglianza è investire sul lavoro. Il nostro obiettivo è stato sempre quello di ridurre le tasse sul lavoro"

di Filippo Taddei,  pubblicato il 14 aprile 2015 , 1200 letture
filippo taddei  filippo taddei
"Non è attraverso un'imposta straordinaria che possiamo risolvere i problemi ordinari del Paese". Così Filippo Taddei, responsabile economico del Pd, boccia la proposta avanzata dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, di un'imposta straordinaria sulle grandi ricchezze. "Non è questa la strada, lo abbiamo detto dall'inizio", ha spiegato Taddei ai giornalisti a margine di una tavola rotonda presso il sindacato di Corso Italia.

Taddei ha contestato non gli obiettivi "che sono gli stessi del Pd" di riduzione delle diseguaglianze nel Paese, ma "il mezzo: il modo migliore per correggere la disuguaglianza - ha dichiarato - è investire sul lavoro.
Il nostro obiettivo - ha spiegatto Taddei - è stato sempre quello di ridurre le tasse sul lavoro: se vogliamo attirare gli investimenti, che sono sempre stati il vero problema e il vero limite alla creazione di posti di lavoro nel Paese, dobbiamo cercare di parlare un po' meno di tasse, un po' più di redistribuzione che possiamo fare con le risorse che abbiamo e con la nostra capacità di controllare la spesa pubblica e rendere più efficienti ed efficaci i servizi pubblici".

L'Italia ha quindi bisogno di "poche risorse straordinarie per fare alcune cose straordinarie - ha aggiunto Taddei - ma soprattutto ha bisogno di cambiare il modo in cui si gestisce il quotidiano. Questo è il senso della riforma della p.a. fiscale e del lavoro. Se si fa questo il Paese migliorerà da solo".

Per Taddei il Paese deve fare "qualcosa di più strutturale di una tassa in più" cioè riformare "in maniera radicale e definitiva il modo in cui vengono spesi i soldi dei contribuenti e dei lavoratori italiani".

Quanto alla critica di Camusso secondo cui il tesoretto rappresenta uno "specchietto per le allodole", Taddei ha risposto: "la finanza pubblica ha i suoi meccanismi che possono apparire complessi ma in realtá sono abbastanza lineari: definire un obiettivo di deficit al 2,6 sulla base delle previsioni di crescita economica ragionevoli, allo 0,7% e sapere che il deficit si attesterà su uno 0,1% più basso. Questo vuol dire che rispetto all'obiettivo del 2,6% c'è un miliardo e 600 mila euro di risorse aggiuntive per poter raggiungere gli stessi obiettivi dati". Queste risorse vanno usate per "fare riforme strutturali" e affrontare "i problemi sedimentati" del Paese.
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