Rassegna stampa

Taddei: "Lavoro, sgravi confermati nel 2016"

"Il tesoretto all'Asdi per disoccupati con figli a carico. Mai negli ultimi dieci anni pressione fiscale così bassa. Comuni e regioni facciano meglio con gli stessi soldi"
Intervista a Filippo Taddei di Marco Iasevoli - Avvenire

pubblicato il 12 aprile 2015 , 1226 letture
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«Mi sento di dire che le due attuali priorità di questo esecutivo sono la scuola e la lotta alla povertà. Il primo è un asset strategico per la crescita, il secondo un impegno etico e morale che ci renderebbe un Paese più giusto. Il ragionamento sugli 1,6 miliardi di "tesoretto" inizia da qui, senza dubbio...». 

Filippo Taddei ha seguito passo per passo la stesura del Def e, da responsabile economico del Pd della segreteria Renzi, ha condiviso la scelta di mettere il bonus al servizio di alcune emergenze assolute. «Però voglio specificare una cosa: in nessuna riunione si è mai parlato di stanziare le risorse a ridosso delle elezioni per ricavarne qualche vantaggio politico. Ho invece partecipato a riunioni in cui ci si è confrontati seriamente sulle tante falle da tamponare nel Paese». 

La decisione su dove mettere i soldi è stata presa o no? 

Parlando in generale, abbiamo tre grandi buchi da colmare: continuare a ridurre le tasse sul lavoro; rafforzare lo stato sociale specie per quanto riguarda gli ultimi; aiutare gli investimenti che hanno più potenziale nel creare crescita. 

Il bonus potrebbe anche essere speso per capitoli diversi? 

È una possibilità tra le tante all`esame. 

Parliamo del contrasto alla povertà. Cosa si può immaginare di fare con quei soldi? 

Con il Jobs act abbiamo messo in piedi uno strumento, l`Asdi, che interviene su disoccupati con carichi famiiari e lavoratori che hanno difficoltà a ricollocarsi, due categorie che sempre più rischiano di scivolare nella povertà. Un`ipotesi è quella di aggiungere risorse a questa misura. 

Non ci sarà dunque il Reddito d`inclusione sociale? 

La discussione è aperta, il Pd sta avendo un confronto molto serrato con il ministro Poletti sul tema. Non conta quale sia l`acronimo dello strumento di contrasto alla povertà, ma che si inizi a fare qualcosa di incisivo sul quale continuare a lavorare nei prossimi anni. In ogni caso non sarà nulla di simile al reddito di cittadinanza del M5S. Il nostro intervento è pensato per la povertà assoluta, come una sorta di reddito minimo. Non è il momento di raccontare favole agli italiani. 

C`è anche chi vorrebbe che questi soldi servissero ad assicurare gli sgravi sul lavoro, dato che le imprese temono che i soldi stanziati non bastino...

È una delle ipotesi, certo. Come quella di recuperare nelle assunzioni della scuola i precari ora non compresi. Perciò Renzi ha giustamente chiesto tempo per riflettere. Una cosa però posso dirla con sicurezza: non c`è alcun problema di copertura per gli sgravi alle assunzioni varati per il 2015. Noi abbiamo stimato un milione di contratti a tempo indeterminato. Se andiamo oltre questo numero, sarà una buona notizia perché vorrà dire che stiamo crescendo più del previsto. E le spese aggiuntive saranno coperte dal maggiore gettito fiscale. Se anche così non fosse, c`è l`impegno politico a non attivare la clausola di salvaguardia, a non toccare i contributi degli altri lavoratori. Non accadrà punto e basta. Poi ricordo che il decreto che contiene la clausola è all`esame delle commissioni Lavoro delle Camere, ci si può ancora lavorare sopra. 

Nel 2016 gli sgravi sul lavoro saranno confermati?

Vogliamo renderli strutturali, dunque l`anno prossimo ci saranno sgravi almeno per lo stesso ammontare del 2015. Può darsi che cambi la modalità, se ne troveremo una più efficace. 

Comuni e Regioni temono nuovi tagli e conseguente aumento della pressione fiscale... 

Nel 2015 la pressione fiscale può scendere sotto il 43 per cento per la prima volta in nove anni. Governatori e sindaci avranno la sfida di riallocare la spesa, di fare meglio le cose con gli stessi soldi.

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