Rassegna stampa

Mariani: "Riforma appalti: meno stazioni appaltanti, più controllo della spesa"

Semplificare senza allentare la presenza pubblica. La abnorme produzione normativa, cui sono corrisposti proporzionalmente l'aumento delle deroghe e delle gestioni commissariali, ha creato solo alibi
Raffaella Mariani - Il Sole 24 Ore

di Raffaella Mariani,  pubblicato il 1 aprile 2015 , 944 letture
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Abbiamo apprezzato la decisione di Maurizio Lupi di dimettersi per responsabilità politica. Ora la politica deve dimostrare di saper agire nell'interesse collettivo. È arrivato il momento di riformare quell'insieme di norme che regolano gli appalti nelle opere pubbliche, nei servizi e nelle forniture. E questo compito spetta alla politica. Al parlamento in primo luogo. Vorrei approfittare della vostra ospitalità per chiarire alcuni punti indispensabili e illustrare alcune linee su cui ci stiamo muovendo con la legge delega di riforma del Codice appalti: un'occasione per l'ammodernamento delle regole e l'innovazione del sistema, destinato ad estendersi a settori strategici dello sviluppo e della crescita del paese come energia, bioedilizia, architettura, arte e turismo.

L'ultimo rapporto del servizio studi della Camera sullo stato di attuazione delle opere previste dalla legge obiettivo conferma l'inefficacia di norme volute dal Governo Berlusconi per velocizzare investimenti strategici. Le percentuali relative all'aumento dei costi sono le più significative: +2,3% nell'ultimo anno rispetto al precedente. Delle 187 opere deliberate dal CIPE, 40 risultano concluse, per un costo complessivo di 6,5 miliardi, e 69 ancora in fase di realizzazione. Le previsioni del rapporto precedente indicavano la conclusione di 54 opere entro la fine del 2014 per un costo complessivo di circa 12 miliardi. La percentuale di aumento dei costi delle varianti su opere concluse si aggira attorno al 15 % mentre molto alto è l'aumento percentuale dei costi dovuti a riserve e contenzioso intorno al 45%.

Lo studio ci dice che c'è un problema di controllo della spesa, un'inefficienza nei meccanismi di valutazione dei livelli di progettazione e della cantierabilità, una scarsa chiarezza nella individuazione delle priorità e della complessa valutazione dell'impegno privato nella finanza di progetto.

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