Rassegna stampa

Taddei: "La rappresentanza deve cambiare"

«Più peso ai territori con il terzo atto del Jobs Act»
Intervista a Filippo taddei di Nicoletta Magnoni -QN

di Filippo Taddei,  pubblicato il 16 marzo 2015 , 2093 letture
Filippo Taddei  taddei filippo
La coalizione sociale di Landini nel nome dei diritti dei lavoratori potrebbe intonare il canto del cigno del cigno del sindacato tradizionalmente inteso, destinato a cambiare pelle. Già si registrano fibrillazioni, ma il governo sta alzando il sipario sul terzo atto del Jobs act, cioè il ruolo del sindacato, come conferma Filippo Taddei, responsabile economico del Pd. 

L`idea che il governo metta mano ai tema dello rappresentanza sindacale sta sollevando altolà preventivi. 

«Lo scorso autunno, Renzi aveva già sollevato il tema della rappresentanza sindacale e della contrattazione decentrata, annunciando il confronto con le parti sociali» 

Il salto in avanti di Landini ha un po' sparigliato le carte? 

«Capisco la fibrillazione politica, ma non ha fondamento. Il Pd ha irrobustito i diritti dei lavoratori». 

Ma il tema è il ruolo dei sindacati. Con il Jobs act e il superamento dell`articolo 18 il governo ho indebolito lo capacità  di antagonismo: orao il sindacala deve riposizionarsi? 

 «Con il contratto a tutele crescenti, la Naspi, gli incentivi fiscali della legge di Stabilità abbiamo dato il più grande incentivo al lavoro tutelato. Stiamo riportando le false partite Iva e i precari nel perimetro della contrattazione collettiva con tutte le tutele a essa collegate. Ora offriamo alle parti sociali di contare di più».

Come? 

 «A livello di contratto collettivo, ma completiamo il quadro favorendo la contrattazione decentrata che avverrà con le forze sociali più rappresentative a livello territoriale». 

Lo sbilanciamento sulla contrattazione accentrata non creerà diversificazioni pericolose a seconde di chi conta di più in un`area rispetto a un'altra? C`è il rischio di un far west  delle regole? 

«No, se c'è un sindacato particolarmente rappresentativo in un`area è giusto tenerne conto». 

Il durissimo scontro fra Landini e Marchionne ha portato all`isolamento della Fiom e all`uscita della Fiat da Confindustria... 

 «Appunto, quella discussione ci ha messo di fronte all`urgenza di affrontare il tema, fino a oggi rimasto sottotraccia». 

 Il governo vuole superare l`articolo 49 dello Costituzione sulla regolamentazione delle libere associazioni?

«Non superare, ma dare piena applicazione». 

 Su quale forma di regolamentazione puntate? 

 «Regole chiare, ordine e trasparenza. Sarà il confronto a dire quali» 

Il governo deve attuare la delega sulle politiche attive per i disoccupati entro maggio. C`è un progetto di arruolare anche i sindacati? 

«Vogliamo ristrutturare i centri per l`impiego, mantenendo il coordinamento nazionale dell`agenzia per il lavoro e includendo tutti gli enti privati che possono facilitare la ricollocazione. Anche enti organizzati dai sindacati». 

Manterrebbero la loro autonomia? 

«Entrerebbero nella competizione fra le agenzie a cui il lavoratore può rivolgersi». 

Così il sindacato si affianca al governo. Cambia quindi natura?

«Noi non decidiamo come devono comportarsi, offriamo opportunità e sta a loro interpretarle. I sindacati virtuosi avranno la possibilità di emergere». 

Il confronto sulla rappresentanza sarà aspro a tranquillo? 

 «Sara molto proficuo». 
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