Rassegna stampa

Marcucci: "Divorzio breve e unioni civili, ma il Pd non era la nuova Dc?"

"Fare politica significa essere realisti, e fare i conti sempre ed inevitabilmente con i numeri. Ed i numeri ci dicono che in questa legislatura è possibile trovare i voti per la civil partnership"
Andrea Marcucci, Presidente della Commissione Cultura al Senato, sul suo blog su Huffington Post

di Andrea Marcucci,  pubblicato il 17 marzo 2015 , 1086 letture
Ammetto di non aver seguito il dibattito che è scaturito dalle parole di Dolce&Gabbana, il boicottaggio proposto da Elton John ed il ping pong tra favorevoli alle famiglie gay e fautori delle famiglie tradizionali. Un dibattito che è estraneo all'Italia che è all'anno zero sul fronte dei diritti, praticamente ultima in Europa.

Per questo è necessario sfondare subito il muro di gomma ed approvare in tempi brevissimi le Unioni civili sul modello tedesco, con la reversibilità delle pensioni nel modo in cui deciderà il ministero dell'economia, e con la stepchild adoption, come era prevista dal primo disegno di legge che avevo presentato sulla materia, insieme alla collega Laura Cantini.

Anch'io come Roberto Speranza sarei favorevole al matrimonio, ma fare politica significa essere realisti, e fare i conti sempre ed inevitabilmente con i numeri. Ed i numeri ci dicono che in questa legislatura è possibile trovare i voti per la civil partnership ma non per le nozze gay. Il Pd questa volta non si farà imbrigliare dalla stantia divisione tra laici e cattolici che portò al fallimento dei Dico durante il governo Prodi, con la timida proposta dell'allora ministro Rosi Bindi fallita per l'incapacità di fare sintesi.
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