Rassegna stampa

Fiano: "Sul riconoscimento della Palestina un compromesso accettabile"

Intervista a Emanuele Fiano di Laura Cesaretti - Il Giornale

di Emanuele Fiano,  pubblicato il 28 febbraio 2015 , 1248 letture
Emanuele Fiano, parlamentare del Pd ed ebreo milanese, è nonostante tutto soddisfatto del compromesso un po` pasticciato che si è raggiunto ieri a Montecitorio con le due diverse mozioni di maggioranza sul Medio Oriente. Mozioni in cui, sottolinea, «il riconoscimento diretto dello stato di Palestina, che ora sarebbe stato un errore, non c`è». 

Onorevole Fiano, il suo capogruppo Roberto Speranza però ha twittato il contrario: dice che è stato approvato il riconoscimento. Come la mettiamo? 

«È colpa dei 140 caratteri di Twitter, mettiamola così. Speranza non poteva precisare che il riconoscimento e la linea dei due popoli-due Stati è l`obiettivo che abbiamo tutti, ma solo a valle di un mutuo riconoscimento tra palestinesi ed israeliani. D`altronde, se ci fosse stato, io non avrei potuto condividere la mozione del mio partito». 

Quindi non è vero che avete votato due mozioni di maggioranza contrapposte? 

«Beh, certo sarebbe stata più auspicabile una mozione unica. C`è una differenza di sfumature trai due testi, anche se come si sa le sfumature sono centrali in qualsiasi discussione sul e nel Medioriente. La cosa importante comunque è che è stato fatto un lavoro di approfondimento e mediazione molto importante dal ministro Paolo Gentiloni e dal gruppo Pd, Enzo Amendola in particolare, per produrre un testo che ricalca i fondamenti degli accordi di Oslo: solo dalla trattativa tra le parti può scaturire il mutuo riconoscimento». 

Quindi il risultato la soddisfa, nonostante il pasticcio? 

«Certamente. E, come ero certo, vedo che anche l`ambasciata di Israele riconosce lo sforzo positivo che c`è stato. Io sono convinto che alla fine si debba arrivare ad uno Stato palestinese, anche se certo non mi scordo cosa c`è scritto nello statuto di Hamas, che vuole la distruzione di Israele». 

Perché nella sinistra è così difficile trovare una posizione equilibrata e non pregiudizialmente filo-palestinese? 

«È una storia lunga, che deriva dalla Guerra fredda quando l`Urss si schierò col mondo arabo. E negli anni in cui si è formata la generazione del Pd odierno i palestinesi sono stati percepiti come la parte debole con cui schierarsi, contro Israele. Con delle eccezioni, naturalmente: Napolitano, Veltroni, Fassino, Rutelli. E ora Matteo Renzi».

Stefano Fassina però dice chela linea tenuta oggi da Pd è «ridicola». 

«Non ricordo negli ultimi mesi una sola volta in cui Fassina sia stato d`accordo col Pd. Mi sarei stupito del contrario».


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