Rassegna stampa

Nardella: "Noi sindaci siamo lasciati soli e a Firenze giovedì abbiamo gli inglesi"

Intervista a Dario Nardella di Claudia Guasco - Il Messaggero

di Dario Nardella,  pubblicato il 23 febbraio 2015 , 1037 letture
Questa volta è toccato alla Barcaccia, ma in Italia non c`è che l`imbarazzo della scelta: siamo primi al mondo per numero di beni artistici e culturali dichiarati patrimonio dell`umanità dall`Unesco, con 50 siti protetti. «E se penso alla mia città, che ha opere inestimabili in aree pubbliche come piazza della Signoria, mi vengono i brividi», dice il sindaco di Firenze Dario Nardella. Che manifesta la sua solidarietà al collega romano Ignazio Marino, «perché noi primi cittadini, in queste situazioni, non contiamo niente».

Eppure per un sindaco è terribile vedere la propria città devastata.

«Gli ultrà olandesi si sono comportati come bestie, devono essere perseguiti e rispondere fino in fondo delle loro azioni. Considero un errore presentare come un successo l`assenza di morti. Ci mancherebbe, se qualcuno avesse perso la vita sarebbe stata una sconfitta su tutti i fronti. Ma non dobbiamo dimenticare che danneggiare la fontana di piazza di Spagna è un delitto contro il patrimonio mondiale dell`umanità».

Si poteva evitare?

«Secondo me ora non dobbiamo perderci in accuse incrociate sindaco contro prefetto, è uno scontro che non risolve nulla. Il rimbalzo delle responsabilità è inutile e rischia di allontanarci dal vero obiettivo. Anche se condivido la preoccupazione e il senso di frustrazione di Ignazio Marino, dato che noi sindaci non abbiamo alcun ruolo nei comitati per la sicurezza pubblica. Vi partecipiamo e facciamo proposte, niente di più. Mi chiedo che fine abbia fatto la riforma Bianco sul rafforzamento della polizia locale e sul conferimento di maggiori poteri ai primi cittadini in materia di sicurezza urbana».

Non se ne hanno più notizie dal 2012.

«Ecco, sarebbe il caso di riprenderla se non vogliamo assistere ogni volta a queste diatribe. I sindaci sono né più ne meno spettatori. Non solo. Invito il ministro Angelino Alfano a prendere in considerazione un piano per la tutela delle città patrimonio dell`umanità con squadre impegnate in competizioni internazionali. Vero che noi manterremo alta l`attenzione, ma solo un piano sistematico, strutturato e di lungo periodo per le città d`arte può impedire lo scempio di Roma. Non è la prima volta che ci troviamo in una situazione del genere e purtroppo temo non sarà l`ultima, solo un intervento specifico a tutela delle città d`arte ci può salvare».

In concreto?

«Bisogna mettere in campo sistemi di sorveglianza adeguati. Telecamere nelle aree critiche, disponibilità aggiuntiva di uomini sul territorio nelle giornate a rischio e non ultimo pene esemplari. A cominciare dal ritiro del passaporto».

Alfano ha annunciati che proporrà un daspo europeo per i tifosi violenti.

«Io sono per le sanzioni semplici e forti, come il ritiro del passaporto. Né ritengo vada interdetto l`accesso ai centri storici: sono contrario alla chiusura, danneggerebbe i cittadini onesti e sarebbe una perdita per tutta la città. Come ha spiegato il premier Renzi, c`è tifoso e tifoso. Tre giorni fa ero a Londra con mio figlio di sette anni per la partita Tottenham-Fiorentina e i supporter della squadra italiana sono stati un modello di civiltà e correttezza. Anche perché sappiamo bene cosa succede lì se non si rispettano le regole».

E giovedì il Tottenham sbarcherà a Firenze.

«Dopo l`episodio di Roma l`allerta è massima. Bene ha fatto il questore a prevedere misure straordinarie: una task force di agenti seguirà i tifosi e saranno presidiati i luoghi d`arte. Lo scorso dicembre abbiamo avuto una brutta esperienza con i sostenitori della Dinamo Minsk che hanno devastato un locale pubblico e hanno lanciato sgabelli contro le forze dell`ordine. Noi siamo pronti a ospitare persone civili, ma vogliamo essere tutelati. Non si può andare avanti a misure d`emergenza. Quello che è accaduto a Roma può succedere ovunque, recriminare non risolve il problema. Piuttosto occorre mettere in campo azioni severe e durature che affrontino la questione una volta per tutte».

Fonte: Il Messaggero

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