Intervento

Simona Malpezzi: 'Il Censis certifica l’importanza dei percorsi scuola-lavoro'

I dati di monitoraggio sull’alternanza scuola-lavoro evidenziano come nell’arco di sette anni questa metodologia si sia diffusa in maniera sostenuta...

di Simona Flavia Malpezzi,  pubblicato il 5 dicembre 2014 , 1473 letture
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I dati di monitoraggio sull’alternanza scuola-lavoro evidenziano come nell’arco di sette anni questa metodologia si sia diffusa in maniera sostenuta, passando dai 45.879 studenti coinvolti nel 2006-2007 ai 227.886 del 2012-2013. E’ quanto emerge dal 48° Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2014 del Censis. Nell’alternanza, rileva il Rapporto, sono oggi coinvolte quasi 78.000 strutture ospitanti, tra imprese (58,2% del totale), professionisti, ma anche strutture pubbliche di diversa natura (enti locali, scuole, Asl, università, Camere di commercio, ecc.).
 Tuttavia, nonostante la vivacità dimostrata, i percorsi di alternanza coinvolgono appena il 9% degli studenti di scuola secondaria superiore. L’attuazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, dunque, non appare esente da problematiche che questo governo sta cercando di affrontare dando vita a un sistema che potenzi e metta in rete le buone pratiche, incentivi le imprese, sostenga le scuole con lo stanziamento di fondi e, soprattutto, metta in campo una nuova idea nel rapporto tra scuola e lavoro. 
Quella su cui stiamo lavorando e che sta dando ottimi risultati dove applicata è la via italiana al sistema duale. L’obiettivo e’ di fornire una maggiore conoscenza del mondo del lavoro anche in funzione orientativa per la eventuale scelta di proseguire negli studi. Dobbiamo essere capaci di predisporre strumenti che inducano le imprese a giocare questa partita attraverso la creazione di figure professionali ad hoc e l’investimento di risorse. Un dato in particolare ci dice che siamo sulla strada giusta: i diplomati intervistati ritengono infatti molto utili i corsi di formazione lavoro perché hanno aumentato le loro possibilità di trovare un impiego e il 56% suggerisce di migliorare proprio le relazioni delle Fondazioni con il mondo del lavoro. Più della metà degli attuali diplomati occupati ha trovato lavoro soprattutto nell’azienda in cui ha effettuato lo stage. Questi dati ci dicono chiaramente le idee messe in campo sono giuste ma serve sconfiggere i pregiudizi per dare pieno corso a uno strumento che aiuterà i nostri giovani a maturare nuove e indispensabili competenze per misurarsi nel mondo del lavoro.

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