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Renzi: "Ce la faremo, noi più forti della crisi e della paura"

di Matteo Renzi,  pubblicato il 29 novembre 2014
Matteo Renzi  renzi32
“È un momento difficile per il Paese. È un momento in cui è forte il sentimento di rassegnazione, di stanchezza. Quanti dicono "ah, non ce la faremo mai"? E invece noi ce la faremo, ce la faremo perché siamo più forti della crisi, più forti della paura, più forti anche delle debolezze che ha il sistema Paese”.
È quanto affermato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un messaggio all’Assemblea nazionale della CNA, la Confederazione nazionale artigianato. Un incontro che quest'anno si tiene in un luogo simbolico, un capannone della Ptl a Mirandola, uno stabilimento metalmeccanico ricostruito dopo il terremoto del maggio 2012.

"Per la prima volta lo Stato che dimagrisce anziché ingrassare. La riduzione delle tasse come un inizio di un processo rivoluzionario, questo è il nostro obiettivo”, ha aggiunto Renzi, ricordando la "riduzione di 18 miliardi di tasse" contenuta nella legge di stabilità.

"Non soltanto gli 80 euro per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, ma anche un abbassamento dell'Irap, una semplificazione delle procedure, la possibilità per chi dal primo gennaio creerà posti di lavoro a tempo indeterminato per i primi tre anni di non pagare i contributi. Un investimento cioè sul futuro, sul domani del nostro Paese", ha affermato ancora il presidente del Consiglio nel messaggio, ricordando alcuni dei provvedimenti messi in campo dal Governo.

"La nostra parte la facciamo semplificando il sistema fiscale, rendendolo più semplice, anche perché vorrei vedere come si fa a rendere più complicato il sistema fiscale italiano. Modificando il sistema della giustizia civile con il tribunale delle imprese, per dire 'sì sì' o 'no no' senza farla troppo lunga, intervenendo su una burocrazia, vi parla un ex sindaco, che stritolerebbe anche un leone. Tutte cose che possiamo e dobbiamo fare, ma accanto a questo c'è la passione, l'energia, la determinazione, il coraggio e l'impegno di chi come voi oggi sceglie un luogo, un luogo che era stato distrutto dal terremoto e che voi avete rimesso in piedi dagli emiliano romagnoli. Ma accanto alla tenacia degli emiliani romagnoli, quelle terre sono state ricostruite dalla passione e dal coraggio degli artigiani, degli imprenditori e dei lavoratori”.

"L'Italia oggi è divisa tra chi pensa che di fronte ad un problema si debba urlare più forte e alimentare il problema per creare ancora più tensioni e chi invece, rimboccandosi le maniche, facendo il proprio pezzo di strada questo Paese lo rimette in gioco. Quelli siamo noi, quelli siete voi, quella è l'Italia che porterà il Paese fuori dalle sabbie mobili dal pantano".
"Ciascuno di voi è un imprenditore, un artigiano, un lavoratore. Sa perfettamente che partire la mattina con il grido 'tanto non ce la faremo mai', non è soltanto frustrante, rende impossibile l'impresa. Chi la mattina si alza e prova a fare il suo mestiere, e lo fa mettendosi in gioco tutto, è un eroe dei tempi nostri, è un eroe della quotidianità. Ed è a queste persone che io rivolgo il mio saluto e anche il mio appello: dateci una mano a cambiare l'Italia".
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