Rassegna stampa

Marzano: "Una rivoluzione finalmente le donne escono dall'invisibilità"

È una possibilità che le coppie avranno, non un obbligo. E una volta deciso il cognome, uno o doppio che sia, sarà uguale per tutti i figli.
Intervista a Michela Marzano di Caterina Pasolini - La Repubblica

di Michela Marzano,  pubblicato il 25 settembre 2014 , 2137 letture
Michela Marzano
È una rivoluzione, questa legge. Finalmente, dopo essere stati condannati, ci mettiamo alla pari con l`Europa. Facciamo quello che Spagna, Francia, Germania hanno messo in pratica da tempo». Michela Marzano, deputata del Pd è entusiasta. 

Perché è una rivoluzione? 

«In questo modo si tolgono finalmente le donne dall`invisibilità, si dà loro pari dignità, uguale valore alla loro storia familiare, alla loro memoria che nei secoli spariva nel cognome del marito. Annullate come non fossero mai esistite». 

C`è chi dice che invece si distrugge la famiglia. 

«Perché considerano famiglia quella racchiusa solo nel cognome paterno, perché così è stato sino ad ora. Non si tratta di distruggere ma, anzi, dare pari dignità alla storia maschile e femminile. E lasciare libertà di scelta ai genitori come tramandarle. È una possibilità che le coppie avranno, non un obbligo. E una volta deciso il cognome, uno o doppio che sia, sarà uguale per tutti i figli». 

Quindi nessun caos? 

«I contrari parlano di una Torre di Babele, di distruzione della memoria identitaria. Così non è. I figli bambini nati dopo questa legge si terranno il cognome ricevuto e chi è nato prima della sua approvazione potrà aggiungere il cognome materno velocemente senza lunghe attese come accade ora». 

Deputati contrari? 

«Esiste a volte un voto di genere, e sicuramente molti uomini anche in Parlamento hanno un forte problema all`idea di passare ai figli anche o solo il cognome della propria compagna. In questo caso, però, più che da colleghi maschi, c`era un`ostilità generica all`idea di dare ai genitori la possibilità di scegliere. Con esiti assurdi». 

Comportamenti incomprensibili? 

«L`onorevole Stefania Prestigiacomo, ex ministro delle Pari opportunità che ai suoi figli ha dato anche il suo cognome con le lunghissime pratiche attuali, ha votato contro la legge».


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