Rassegna stampa

Chiamparino: "Non aumentare i pedaggi. E risarcire il territorio"

Servono strumenti per garantire che gli impegni presi dai concessionari vengano rispettati e non come è successo in Piemonte con i lavori di completamento della Asti-Cuneo.
Intervista a Sergio Chiamparino di M. T. - La Stampa

di Sergio Chiamparino,  pubblicato il 22 settembre 2014 , 1270 letture
lavori autostrada  lavori autostrada
«Meno male che allora nono mi sono incatenato insieme al sindaco di Novara per protesta contro i ritardi nel lavori della Torino-Milano... adesso sarei ancora lì». Sono passati 8 anni da quel marzo del 2006 quando Sergio Chiamparino era sindaco di Torino e con l`allora sindaco di Novara, il leghista Massimo Giordano e tanti amministratori locali stavano organizzando una manifestazione di protesta per «l`incompiuta». Adesso Chiamparino è diventato il presidente del Piemonte e anche presidente dei presidenti, e si ritrova ad affrontare lo stesso problema. Che cosa farà? Anche se le «Regioni, come i Comuni non hanno competenze in materia» si dice convinto «che non sia più possibile restare a guardare» e che sia necessario «fare qualcosa non solo per gli utenti ma anche per i territori che da anni devono fare i conti con questi cantieri infiniti». 

Presidente Chiamparino, che cosa si può fare per gli utenti? C`è chi chiede di ridurre i pedaggi: è d`accordo? 

«Devo dire che ho perso la memoria di quando si poteva viaggiare sulla Torino-Milano senza incontrare i lavori in corso. Negli anni passati gli amministratori locali hanno anche avviato iniziative eclatanti, di pressione su chi realmente ha le leve per decidere. Ma chi aveva l`autorità per farlo non lo ha fatto. Adesso che i lavori si stanno per concludere penso che si potrebbe intervenire bloccando l`aumento delle tariffe e anche studiare i meccanismi per risarcire chi ha dovuto affrontare i disagi magari con opere che portino benefici ai territori. Del resto, è evidente che il pedaggio che viene richiesto è molto alto». 

Chi dovrebbe intervenire sui concessionari? 

«Le Regioni non hanno competenze. Credo che un ruolo lo possa giocare l`Autorità di regolazione dei Trasporti e poi c`è il governo che può intervenire sulle concessioni e sulle condizioni per il loro rinnovo. Servono strumenti per garantire che gli impegni presi dai concessionari vengano rispettati e non come è successo in Piemonte con i lavori di completamento della Asti-Cuneo». 

Presidente, ma come è possibile che per costruire un`autostrada nel secondo Millennio alla fine servono più di 12 anni e nel 1930 sono bastati 30 mesi? 

«Tra Torino e Milano è stata completamente rifatta l`asta di collegamento sia ferroviaria che stradale. I lavori sono stati complessi e questo, probabilmente, ha portato a un aumento del tempo necessario per completarli. L`unico strumento in mano ai sindaci e alla regione è la protesta, anche clamorosa. Lo ripeto: si deve lavorare sulle regole per le concessioni». 

Che cosa servirebbe? 

«È chiaro che lo Stato e anche gli enti locali non hanno più le risorse per finanziare la realizzazione di grandi opere pubbliche. Nel caso delle autostrade si potrebbe lavorare sulla durata delle concessioni che permettono entrate certe. I fondi dovrebbero essere investiti ma con garanzie certe sugli impegni presi».

Fonte: La Stampa

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