Rassegna stampa

Autotrasporto ed Europa

Debora Serracchiani risponde all'appello di Anna Manigrasso di Transfrigoroute Italia Assotir in vista delle prossime elezione europee

di Debora Serracchiani,  pubblicato il 23 maggio 2014 , 2485 letture
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Gentile Presidente, le elezioni europee di domenica 25 maggio rappresentano, come avete giustamente sottolineato nella vostra missiva, un appuntamento di fondamentale importanza per l’Italia in genere e anche per un settore strategico e cruciale per l’economia italiana, qual è l’autotrasporto.

La costruzione della casa comune europea, che ha rappresentato l’obiettivo di statisti concreti nell’immediato dopoguerra, resta ancora oggi un percorso ineludibile per garantire sviluppo e crescita.

Le recenti vicende della politica internazionale e le turbolenze che l’hanno caratterizzata ci convincono che questi obiettivi si raggiungono con più Europa, contando di più. Pace e sicurezza nel nostro continente sono una conquista che ha permesso grandi passi avanti e che dobbiamo valorizzare ogni giorno investendo in un’Europa più forte. Opere come i corridoi europei e le infrastrutture viarie di collegamento sono per noi obiettivi concreti da raggiungere non sogni.

La scelta dei parlamentari europei a cui verrà affidato nel prossimo quinquennio questo compito assume dunque una rilevanza decisiva. Il Partito Democratico conferma di credere in un’Europa dove non ci sono figli e figliastri, ma dove ci si deve far ascoltare con la forza degli argomenti.

Questi principi si riflettono anche nelle scelte da compiere nei singoli settori della vita economica e vanno quindi declinati anche per l’ambito dell’autotrasporto, categoria che più di altre vive ancora gli squilibri all’interno dello spazio comune europeo. Scendendo nell’esame dei singoli punti:

- La perequazione del costo del gasolio è auspicabile e giusta in linea di principio, ma sussistono ancora problemi di diritto europeo relativi alla sovranità fiscale dei singoli Stati membri e alla concorrenza. Il PD è favorevole a un’armonizzazione fiscale all’interno della Ue, ma mentre ci impegniamo per questo obiettivo non si può rimanere inerti, e dunque confermiamo la volontà di mantenere il rimborso delle accise attualmente in vigore.

- Anche i falsi distacchi transnazionali e il mancato rispetto delle norme sul cabotaggio stradale richiedono una armonizzazione a livello europeo e, nel frattempo, un incremento dei controlli della filiera con particolare riguardo a forme contrattuali di lavoro borderline o irregolari. Questo problema è centrale e rilevantissimo e merita ogni attenzione.

- L’Eurovignette, che è già norma europea, risponde da un lato al principio “chi più inquina più paga”, ma il suo disegno complessivo deve rispondere anche all’esigenza di ristrutturare il settore dell’autotrasporto, favorendo aggregazioni e competitività.

- Nelle autostrade del mare bisogna assolutamente investire, in considerazione dell’orografia e della morfologia dell’Italia. L’Europa è stata latitante se non addirittura riottosa su tale aspetto, subendo la lobby dei Paesi del Nord, sui cui porti le autostrade del mare avrebbero inciso. Invece, quegli incentivi hanno tante ragioni d’essere, di carattere ambientale, trasportistico e commerciale, ad esempio rispetto all’agricoltura del Mezzogiorno.

- L’aggregazione delle piccole e medie imprese europee del trasporto va incoraggiata e sostenuta soprattutto in Italia, dove lo scopo di favorirne la crescita dimensionale è discriminante rispetto alla capacità di reggere la concorrenza. Accanto all’incentivo all’aggregazione, anche la lotta all’intermediazione, con la riduzione dei passaggi di filiera, è un aspetto fondamentale dell’azione che ci proponiamo di portare avanti in Italia e in Europa.

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