Proposta programmatica

Schede riassuntive delle proposte e delle attività delle donne democratiche

Donne lavoro e Welfare; Democrazia paritaria; Violenza contro le donne

pubblicato il 16 gennaio 2013 , 4678 letture
DONNE, LAVORO E WELFARE 
Gli studi più recenti degli organismi internazionali rilevano che i Paesi caratterizzati da una minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro sono quelli che crescono di meno e che quindi otterrebbero dall'aumento dell’occupazione femminile un maggior vantaggio in termini di crescita. Il lavoro femminile non è più un ostacolo alla natalità, anzi nei Paesi avanzati, a differenza di quanto avveniva in passato, se le donne hanno meno opportunità occupazionale fanno meno figli. Viceversa, la fecondità è maggiore nei Paesi ad elevata occupazione femminile. Dagli studi emerge che i Paesi con i tassi d’occupazione più bassi e con un tasso di natalità inferiore sono quelli che hanno una copertura di servizi più bassa, che presentano una minore disponibilità dei padri a prendere congedi parentali, dove le donne hanno un maggior carico di lavoro domestico, dove è più bassa la condivisione del lavoro di cura tra uomini e donne. 

L’Unione Europea pone da diversi anni l’obiettivo dell’innalzamento dell’occupazione femminile al centro delle proprie politiche di sviluppo. Per integrare la nostra economia nella strategia di sviluppo sostenibile dell’euro zona dovremmo innalzare il tasso di occupazione femminile fino a raggiungere nel 2020 il 60% (ossia circa 3 milioni di donne occupate in più rispetto ad oggi). La riforma del mercato del lavoro contiene alcune misure di sostegno al lavoro delle donne in particolare per quanto riguarda il ripristino del divieto delle dimissioni in bianco e i congedi parentali, anche se la possibilità di un loro utilizzo da parte dei padri ha solo per ora un carattere simbolico. 

Molto resta da fare tuttavia per rendere effettiva la conciliazione tra lavoro e famiglia in primo luogo attraverso l’estensione della rete degli asili nido (una donna su quattro esce dal mercato del lavoro alla nascita del primo figlio) e dei servizi per l’assistenza alle persone anziane non autosufficienti. Maggiore opportunità di lavoro per le donne possono derivare anche dagli incentivi fiscali e contributivi per la loro assunzione, dal sostegno al tempo parziale agevolato e volontario, dall'adozione di politiche delle pari opportunità nelle carriere lavorative, mentre sul piano fiscale occorre introdurre una specifica detrazione per i redditi da lavoro delle donne a cominciare da quelle con figli minori. 
Più in generale è un sistema di welfare orientato al sostegno della famiglia che può favorire una più forte partecipazione delle donne nel mercato del lavoro. 

Sulla base dei dati del Global Gender Gap del World Economic Forum nel 2012 l’Italia è scivolata al 101esimo posto per l’occupazione femminile e addirittura al 126esimo per il divario reddituale tra uomo e donna. La libertà delle donne di scegliere il proprio destino, di scegliere il lavoro, la maternità, l’impegno politico, deve essere il principio guida delle politica e delle pratiche del nostro Partito: perché è giusto e perché conviene. Alle donne e agli uomini. Conviene al Paese, conviene all’Europa, come dimostra la qualità di vita e la condizione economica dei Paesi che in Europa questa scelta hanno sostenuto. Le proposte politiche del PD devono avere una chiara impostazione di genere: i temi della fiscalità in favore delle donne, volte a garantire quella valorizzazione del salario che è insieme condizione ed esito della partecipazione al lavoro, del contrasto alla precarietà, dell’universalizzazione delle protezioni di welfare, per tutte, indipendentemente dalla condizione lavorativa. 

Per favorire l’occupazione femminile proponiamo incentivi fiscali mirati per il lavoro delle donne, anche al fine di favorire il secondo reddito familiare, e incentivi fiscali per promuovere, sul mercato, un settore di servizi “avanzati” alle famiglie, che sia insieme un settore di occupazione per le donne e un mezzo di conciliazione.
Introduzione di una detrazione fiscale per il reddito da lavoro delle donne in nuclei familiari con figli minori; incentivazione fiscale e sostegno della flessibilità oraria e del part-time; copertura con contributi figurativi dei periodi di interruzione del lavoro correlati ad impegni di cura, che consente di sostenere le proprie scelte familiari senza penalizzazioni rispetto alle carriere contributive ed al futuro importo della pensione. Pensiamo ad un credito d’imposta rimborsabile per le donne che lavorano, adeguato a sostenere le spese di cura, così da essere incentivante e graduato in rapporto al numero dei figli e al livello di reddito. Tutte le donne lavoratrici, siano dipendenti, autonome o atipiche, con figli e reddito familiare al di sotto di una certa soglia che potrà crescere nel tempo, dovranno poterne beneficiare. 

Proponiamo una legge sull'eguaglianza di genere nel mercato del lavoro, come in Spagna, e stabiliremo punteggi più elevati nelle graduatorie per gli appalti alle aziende che rispettano la parità di genere.
Proponiamo la riqualificazione ed il rifinianziamento del fondo per l'imprenditoria femminile ed il potenziamento della formazione professionale.

Per la conciliazione tra lavoro e maternità, orari flessibili e “lunghi” negli asili, nelle scuole elementari e negli uffici pubblici che rendono i principali servizi ai cittadini. proponiamo il rifinanziamento del piano nazionale per gli asili nido, già messo in campo dal Governo Prodi nel 2007 ed annullato dal Governo Berlusconi per aumentare il numero di asili nidi su tutto il territorio nazionale finalizzato a raggiungere l’obiettivo europeo del 33%, con particolare riguardo al mezzogiorno. In particolare, si sottolinea la necessita' di un insieme articolato di misure per favorire il sostegno alla maternità ed alla conciliazione familiare, presupposto indispensabile per garantire la promozione dell’uguaglianza di genere nel mercato del lavoro e la crescita del Paese. 

In tal senso, si prevede l'innalzamento dall'80 per cento al 100 per cento dell'indennità giornaliera della retribuzione per tutto il periodo del congedo obbligatorio di maternità, l'introduzione per i padri lavoratori dell’astensione obbligatoria dal lavoro per un periodo di quindici giorni da usufruire entro dodici mesi dalla nascita del figlio, coperta da una indennità giornaliera pari al 100 per cento della retribuzione, in linea con gli ultimi orientamenti espressi a livello comunitario, il potenziamento dei congedi parentali e l'equiparazione delle tutele previste per le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti e per le lavoratrici e per i lavoratori parasubordinati in materia di maternità e di paternità. 

Una legge sulla genitorialità è una priorità su cui impegnarsi per elevare il potenziale di crescita e per garantire una più equa ripartizione delle risorse pubbliche, anche in funzione della sostenibilità futura dei sistemi previdenziale e di protezione sociale.
servizi

Argomenti

dillo ai tuoi amici

Inserisci le email separate da una virgola  
il tuo nome  
la tua email  
un breve messaggio  
 
L'utente, nel premere il pulsante "invia", dichiara di aver letto e approvato l'informativa sul trattamento dei dati.