Proposta programmatica

Noi e il welfare

Documenti approvato dall'Assemblea delle donne democratiche - Napoli il 17 e 18 febbraio 2012 -

pubblicato il 17 febbraio 2012 , 2435 letture
In questi ultimi anni sono cambiate profondamente le condizioni operative di sviluppo delle politiche sociali che vivono una fase particolare sono diminuite le risorse disponibili consolidando atteggiamenti progetti e direzioni di sviluppo che intendono ridimensionarle nel ruolo e nella funzione ma soprattutto riducono l’estensione dei beneficiari e il campo d’azione e le prestazioni sociali assicurate alla generalità della popolazione.

Le politiche sociali rischiano di assumere un ruolo secondario nell’equilibrio complessivi del welfare.

Le manovre finanziarie hanno inciso stabilmente sulla legittimità della buona parte della domanda dei servizi sociali dedicati alle famiglie incidendo sul sistema dei servizi alla persona.

Si è cercato quindi di inquadrare il tema dal punto di vista sociale cercando di sviluppare la discussione sulla gestione integrata dei servizi il cui unico scopo è il raggiungimento dello stato di benessere sociale cercando di fare una sintesi di proposte per un disegno di welfare che parta dalle reali esigenze dei territori per poterne ottimizzare i costi visto le esigue disponibilità economiche. Ripensare il welfare vuol dire creare un modello che dia supporto al lavoro femminile e che contemporaneamente sviluppi occupazione.

E’ necessario avere quindi un sistema di servizi che favorisca le famiglie e le donne, il ripensamento delle politiche da adottare al sistema sociale,profondamente modificato nella sua struttura dalla crisi economica mondiale, i cui effetti a cascata si riflettono soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, deve essere un tema centrale della discussione politica nazionale e regionale.

Bisogna riuscire a creare un nuovo modello di welfare che non si adegui alle risorse economiche disponibili, ma sono le risorse economiche che devono essere ridistribuite per garantire un disegno sociale più equo , flessibile e fruibile da parte di tutti.

Le carenze dell’attuale modello di welfare emerge un dato significativo circa il lavoro di cura non retribuito a causa di mancanza di servizi dedicati e questo riguarda soprattutto le donne , incidendo sulla presenza nel mercato del lavoro.
Grazie al lavoro congiunto delle nostre parlamentari sono stati analizzati alcuni indicatori che riguardano i servizi all’infanzia, ai servizi sanitari , ai servizi sociali e il ruolo degli enti locali nella gestione di questi servizi cercando di avere il coraggio di intercettare quel cambiamento che richiede profonde riforme strutturali dato il delicato momento. Il welfare è il futuro è sviluppo soprattutto se lo si inquadra come investimento e non come costo per uno stato, per una regione o per un comune.

PROPOSTE: dobbiamo sviluppare un sistema integrato di servizi per rendere il sistema efficiente con politiche efficaci:

Servizi per l’infanzia: formazione ed educazione dei bambini da 0 a 6 anni considerando la scelta del nido come un servizio educativo e non a domanda individuale. Considerando che il tema della prima infanzia è elemento fondamentale per garantire in una società moderna le istanze delle famiglie e delle donne soprattutto con la promozione di servizi dedicati come gli asili nido. Questo prevede un’estensione e il rafforzamento della rete dei servizi per l’infanzia che, come abbiamo visto dai dati presentati da Daniela Bucci, sono assolutamente insufficienti.

Servizi sociali erogati dai Comuni in forma singola ed associata: ripristinare il Fondo nazionale delle Politiche Sociali ed i Fondi Sociali, che a causa dei pesanti tagli hanno visto ridotto al limite dell’erogabilità dei servizi stessi. Questo è indispensabile per affrontare il tema della non autosufficienza e della disabilità che sta diventando sempre più un’emergenza.

Centri antiviolenza donne e minori:

garantire la prevenzione e l’accompagnamento al reinserimento nel tessuto sociale delle vittime della violenza con formazione ed aggiornamento delle professionalità.

Messa a rete di tutti i soggetti che possono intervenire a sostegno: forze dell’ordine, operatori sociosanitari, operatori sanitari, Tribunale dei minori.

Riconoscimento e sostegno al ruolo dei Centri che, in particolare nel Mezzogiorno, stanno chiudendo per mancanza di risorse economiche.

Inserimento di programmi di prevenzione ed educazione alla parità nei piani di offerta formativa nelle scuole.

Servizi sanitari:

L’integrazione tra servizi sociali e servizi sanitari può produrre un’efficientazione del sistema; basti pensare alla possibilità di ridurre i tempi di ricovero ospedaliero dando assistenza alle persone. Questo è inoltre un contributo alla crescita.

Tutela della salute delle donne a partire dai percorsi di nascita con preparazione al parto e il parto indolore affinché il cesareo non sia più l’abuso che è oggi, così come è stato denunciato dall’indagine conoscitiva del Senato che ha presentato una situazione grave soprattutto nel Mezzogiorno. Noi crediamo che si debba superare la frammentarietà dentro la quale i territori arrancano e le condizioni di sofferenza si moltiplicano e dare in tutto il territorio nazionale una risposta reale ai bisogni e i cittadini.

Oltre a queste proposte sono stati discussi i temi dell’estensione delle tutele della maternità e dei congedi obbligatori per i padri.
Tanti altri contributi non sono stati qui elencati in quanto il tema in esame è molto vasto ed i tempi della discussione sono risultati ristretti per contenere la moltitudine di tutti gli interventi che provvederemo comunque a raccogliere successivamente. Però è anche vero che ad ogni crisi segue un cambiamento perché è nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora , perché crea movimento e stimola la partecipazione. Lo spirito d questa iniziativa è proprio questo: stimolare la partecipazione delle donne alla vita politica e istituzionale del nostro paese (donne sono il capitale immobilizzato , che da sempre hanno ridistribuito le risicate risorse per fare quadrare i bilanci nelle economie familiari)le donne viste come risorsa per il nostro paese, noi possiamo dimostrare che facendo squadra si può essere vere protagoniste del cambiamento, definendo un nuovo inizio che nasce dalla fine di un percorso precedente.


Rossella Brenna, Portavoce regionale Democratiche Basilicata
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