CULTURA
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Intervento

Tavola rotonda sul lavoro e diritti dei lavoratori dello spettacolo e delle arti

Marco Arizza archeologo, Felice Mezzina, Andrea Ranieri,Andrea Cipriani, Andrea Marcucci, coordina Rita Borioni

pubblicato il 3 dicembre 2011 , 1478 letture
tavola rotonda lavoro e diritti  tavola rotonda lavoro e diritti
In questa tavola rotonda si discute dei temi legati al lavoro e ai diritti dei lavoratori del mondo dello spettacolo, dei beni culturali, delle arti.
Diritti, tutele, garanzie, leggi, sono viste dal punto di vista e attraverso le testimonianze di musicisti, archeologi, restauratori, sindacato di settore e rappresentanti politici. Le realtà professionali sono molte e diversificate nel mondo della cultura, tutte derivanti da complessi e impegnativi percorsi formativi, e tutti accomunati da un unico grande disagio: la mancanza di una rete protettiva.

L'archeologo Marco Arizza, porta voce della realtà lavorativa degli archeologi, strozzata dai tagli ai beni culturali, dai provvedimenti approvati per "Roma capitale", messa in difficoltà dalla disomogeneità dei percorsi formativi universitari che non creano un unico modello di riferimento rispetto alla figura dell'archeologo. 

Il musicista Felice Mezzina, che collabora con il sindacato di settore e conosce benissimo i deficit previdenziali e di tutela, l'umiliazione a cui sono soggetti i professionisti dello spettacolo, considerati lavoratori di serie b, persone che svolgono attività da dopo lavoro, hobby. 
Che nonostante versino i contributi all'ente previdenziale Enpals, non vedono riconosciuti i loro contributi perchè legati a requisiti e massimali non raggiungibili. 

Trattati come sub-lavoratori solo in Italia, nonostante oggi esista un mercato europeo dello spettacolo.
Il restauratore Andrea Ranieri, che evidenzia l'aspetto quasi vocativo e missionario del restauratore, che svolge la sua attività professionale con passione e impegno nonostante i tagli e le gravi difficoltà sia rispetto alle tutele, che al riconoscimento giuridico della professione.

Andrea Ranieri, che ci parla dell'ente pensionistico dei lavoratori dello spettacolo, l'enpals, della dinamica assurda per cui questo si trova in uno straordinario attivo, ma non eroga contributi a coloro che li hanno versati, perchè sono richiesti 120 giorni di lavoro all'anno, limite troppo alto che molto spesso i lavoratori non raggiungono.
Lavoratori silenti, li chiama, proprio perchè versano senza poter ricevere in cambio. Il paradosso è che i lavoratori del settore danno allo stato quanto questo stanzia per il FUS, e non ne traggono benefici nè in termini di qualità del lavoro e di investimenti nel settore nè in termini di contributi pensionistici.

Infine la testimonianza del Senatore Andrea Marcucci, che conferma l'elenco fin qui fatto delle difficoltà e dei disagi anche in ambito normativo. La cultura nella percezione della politica non è considerata una priorità strategica per il Paese, ecco perchè è difficile argomentare e portare avanti nell'assise parlamentare, le istanze dei lavoratori in ambito culturale.
Fino a che non si prende atto della ricchezza e della potenzialità di sviluppo occupazionale  che la cultura porta con sè, non si va avanti. Al contrario.

Ma spero e auspico che un nuovo governo possa cambiare il passo e collocare la cultura e i suoi operatori professionali, al centro di scelte costruttive per il bene di tutto il Paese.

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