Posizione PD

Piano nazionale per le riforme

Le proposte del PD per dare all’Italia un’alternativa e la possibilità di una riscossa. Bersani: "Le indicazioni di Tremonti assomigliano ad acqua fresca"

pubblicato il 13 aprile 2011 , 61620 letture
Tricolore
Leggi le proposte del PD sulle Liberalizzazioni e il Progetto alternativo per la crescita (documento completo)

*****

“In questo momento il governo sta discutendo del piano nazionale riforme che deve presentare a breve a Bruxelles. A parte che il tempo dedicato la dice lunga sulla profondità del dibattito in sede di governo ma delle anticipazioni mi sembra che le indicazioni di Tremonti assomiglino ad acqua fresca, ad un elenco di titoli”. Così il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ha criticato il documento del ministero del Tesoro, presentando in una conferenza stampa le controproposte del Pd per rilanciare la crescita.

“Mi sembra - ha affermato Bersani - che siano proposte che non arrivano ad un obiettivo per altro per noi sottodimensionato di un incremento dello 0,4 della crescita mentre i dati preludono ad una manovra 2011 che si potrebbe discutere in Parlamento invece di passare il tempo sul processo breve”.

“Sono stufo di parlare di Berlusconi, non se ne può più. La colpa più grave di questo governo è impedire che l'Italia non dico risolva i suoi problemi ma non riesce nemmeno a discuterne. Questo dovrebbe essere evidente a tutti non solo alle opposizioni”, ha continuato il leader democratico lanciando un appello alle classi dirigenti “perché dicano chiaro quello che vedono chiaro”.

"Da noi lavora un giovane su 5. Da qui parte l'esigenza di un pacchetto di riforme da attuare subito per lanciare un segnale all'Europa e ai mercati" ha dichiarato Bersani illustrando la controproposta del PD per le riforme e la crescita.

Sarà necessaria una nuova manovra correttiva per il 2011, ha dichiarato Stefano Fassina, responsabile economico del PD. “Quando ad ottobre si discuteva della finanziaria - ha continuato - dicemmo che gli obiettivi di indebitamento erano irraggiungibili e non bisognava essere scienziati per capirlo. Per il Fondo monetario internazionale il deficit tendenziale dell'Italia per il 2011 è del 4,3% anziché il 3,9% che aveva stabilito il governo. O si va a Bruxelles e si ottiene un cambio di obiettivo o si rende necessaria una manovra significativa, dell'ordine di mezzo punto di Pil e cioè di 7-8 miliardi”.

La ricetta del PD punta alla crescita come leva di controllo della finanza pubblica: “Se non si assumono misure per la crescita, passeremo di manovra in manovra senza risolvere il problema. Questa è la tredicesima, e se non ci sono misure che danno uno choc all'economia tra sei mesi siamo qui a riparlarne” ha concluso Fassina.

*****

Le proposte del Pd per dare all’Italia un’alternativa e la possibilità di una riscossa.

Programma Nazionale di Riforma (National Reform Program, NRP).

Il Partito Democratico ha elaborato un Programma Nazionale di Riforma alternativo a quello messo a punto dal governo, tenendo conto delle proposte discusse e votate nelle tre assemblee nazionali del Pd riunitesi nei mesi scorsi e del contributo di diversi centri di ricerca e di numerosi economisti.

Il progetto del Pd propone, innanzitutto, una politica economica europea alternativa al mercantilismo e alla cieca austerity scelta dai governi di centro destra. Il Pd in sintonia con le altre forze progressiste europee insiste sulla domanda “interna” europea come motore autonomo di crescita.

Per l’Italia, il Pd rimette al centro dell’attenzione la crescita ed il lavoro , in particolare quella femminile e giovanile, l’efficienza e l’equità fiscale, indicando punto per punto dove e come si possono trovare le risorse per dare al paese una possibilità di riscatto e di uscita dal tunnel. Più in particolare, tra le proposte che il Pd mette in campo sui temi economici nazionali (il Pnr del Pd non riguarda solo l’economia, ma tutti gli aspetti della vita sociale) vi sono:

Le iniziative per combattere la precarietà:

- Far convergere il costo degli oneri sociali complessivi sul lavoro dipendente intorno ad un livello intermedio tra quanto oggi viene versato per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e quanto invece viene versato per i lavoratori impigliati in contratti low cost (primo tassello di una complessiva riforma del sistema fiscale).
- Introduzione di un salario o compenso minimo, determinato in riferimento agli accordi tra le parti sociali, per i lavoratori e le lavoratrici escluse dai contratti collettivi nazionali di lavoro.
- Riforma degli ammortizzatori sociali. Devono riguardare tutti, non solo i lavoratori dipendenti. Adeguamento delle aliquote di finanziamento degli oneri sociali pagati dai datori di lavoro in relazione al numero dei dipendenti assunti con contratti a termine. Fissazione di un’indennità di conclusione dei contratti a carico dei datori di lavoro.

“Fisco 20, 20, 20” - per un fisco equo ed efficiente:

- Riduzione al 20 per cento dell’aliquota sullo scaglione di reddito più basso, oggi al 23 per cento e riforma delle detrazioni fiscali: oltre che per livello di reddito, si devono differenziare secondo le età (a vantaggio dei giovani e degli ultra-settantacinquenni, in particolare non-autosufficienti) e secondo le diverse responsabilità familiari.
- Cosiddetta imposta negativa (nella realtà è un trasferimento di risorse) per affrontare il problema dell’incapienza, cioè di coloro che hanno redditi così bassi che non arrivano nemmeno a pagare le tasse e quindi nemmeno a godere degli sgravi fiscali (per carichi di famiglia, per produzione del reddito e così via).
- Bonus per i figli per lavoratori dipendenti, parasubordinati, indipendenti (autonomi, professionisti, imprenditori). Il bonus per i figli è di 3000 euro all’anno per ogni figlio. Viene introdotto gradualmente a cominciare dalla fascia 0-3 anni.
- Detrazione ad hoc per il reddito da lavoro delle donne in nuclei familiari con figli minori.
- Riduzione al 20 per cento della tassazione del reddito ordinario d’impresa.
- Innalzamento al 20 per cento dell’imposta sostitutiva sulle rendite finanziarie ed i redditi da capitale, ad esclusione dei titoli di Stato.

Iniziative per la riqualificazione e la riduzione della spesa pubblica:

- Va abbandonata la strada iniqua ed inefficiente dei tagli ciechi e riavviata e potenziata un’analisi approfondita di tutte le poste del bilancio pubblico attraverso processi di spending review. Cioè bisogna intervenire sugli sprechi non anche sulle spese necessarie e produttive come si fa oggi.
- Va realizzato, per ciascuna amministrazione centrale, un “piano industriale” di riorganizzazione che definisca obiettivi, risorse, tempi, modalità di verifica rendendo ordinario il benchmarking (l’indicazione del livello da raggiungere) dei servizi offerti ed efficace la valutazione dei risultati.
- Vanno rafforzati gli indicatori dell’efficienza delle diverse strutture pubbliche (uffici, scuole, ospedali, tribunali).
- Vanno sviluppati meccanismi che consentano di valutare l’adeguatezza dell’entità complessiva di ciascuna voce di spesa, indipendentemente dalle tendenze fino ad oggi (zero-based budgeting).

Iniziative per la politica industriale:

- Rilancio e rifinanziamento di “Industria 2015”, il programma di indicazioni, investimenti e ricerca sui settori di punta del paese avviato durante il governo Prodi e praticamente arenatosi per l’incapacità e la volontà del governo Berlusconi.
- Rimozione del click day per investimenti in innovazione e ricerca e nel Mezzogiorno;
- Riscrittura del decreto per gli incentivi fiscali alle fonti rinnovabili di energia
- Riavvio della strategia di liberalizzazione dei servizi, con priorità alla liberalizzazione della distribuzione di carburanti (Il Pd ha presentato oltre 20 proposte di possibili liberalizzazioni capaci di dare una spinta alla crescita del paese).

Sul piano europeo il Pd propone tra l’altro:

1. La costituzione di un’agenzia europea per il debito che acquisti i titoli di Stato dei paesi aderenti ed emetta titoli di debito europei (eurobonds) garantiti in modo collettivo;
2. Un piano europeo di investimenti per l’occupazione, l’ambiente e l’innovazione, alimentato dalle risorse raccolte attraverso l’emissione di eurobonds, l’introduzione di specifici strumenti fiscali a livello europeo, tra i quali la Financial Transaction Tax ed il rafforzamento della tassazione ambientale, oltre agli interventi della Banca Europea degli Investimenti e del fondo infrastrutturale “Marguerite”;
3. Uno “standard retributivo” europeo per coinvolgere i paesi in surplus nel processo di aggiustamento delle bilance commerciali. Lo standard retributivo implica una crescita delle retribuzioni reali in linea con la dinamica della produttività. In altri termini, i paesi caratterizzati da surplus commerciale sistematico e da dinamiche retributive al di sotto dello “standard” dovrebbero accelerare la crescita delle retribuzioni oltre la variazione della produttività per contribuire all’assorbimento degli avanzi con l’estero. Viceversa, i paesi in deficit con l'estero dovrebbero allineare l'aumento delle retribuzioni alla produttività e, soprattutto, attuare politiche per accrescerla;
4. Una più equilibrata distribuzione del reddito da lavoro, sia primaria (conseguita sul mercato del lavoro) che secondaria (sostenuta da interventi di welfare e fiscali) capace di restituire potere d’acquisto e sicurezza alle famiglie.

*****

Leggi le proposte del PD sulle Liberalizzazioni e il Progetto alternativo per la crescita (documento completo)
servizi
Trovi questo documento anche in
 

commenti

#18  donatella, 1/2/2013

Come mai non riesco a trovare nulla sul programma, riguardo la questione degli esodati? So che Damiano si sta battendo in prima linea ma... come si pronuncerà il PD su tale problema, in caso di vittoria?

#17  GO, 29/1/2013

Direi che e proprio il caso di insistere, HO 56 ANNI E 40 ANNI DI CONTRIBUTI MATURATI A OTTOBRE 2012, lavoro in una azienda artigiana dove verranno fatti dei licenziamenti, con il risultato di lasciare il sottoscritto a lavoro anche se dovevo essere già in pensione e licenziare un mio collega di 48 anni che non trovera più lavoro, perchè troppo vecchio. Ma i diritti acquisiti valgono solo per i politici? O c'è la speranza che qualcuno tenga conto anche dei ragazzi che a 14 anni già lavoravano e HANNO CONTINUATO A FARLO X 40 ANNI, Bersani sei lanostra unica speranza, cosa farai della riforma Fornero?

#16  carlo sav, 26/1/2013

Non vorrei insistere, ma la riforma delle pensioni va cambiata, come minimo, dando la possibilità a uomini e donne di andare in pensione ben prima dei 66 anni previsti ( per le donne mi pare ci sia ancora la legge Maroni); la penalizzazione potrebbe anche non esserci, se teniamo conto di alcuni fatti, e cioè: 1- si liberano posti per i giovani e in questo modo non c'è bisogno di dar loro sussidi. 2- lo stipendio di un anziano spesso è largamente superiore a quello di un giovane (tra gli insegnanti la differenza è notevole, per altri non so). 3- spesso i lavoratori anziani hanno uno o due genitori non più autosufficienti; vuoi mettere come sono tutti più felici e tranquilli se badano di persona ai loro cari rispetto al sobbarcarsi l'onere di cercare una buona badante e metterla in regola, senza tralasciare il discorso economico (dai 57 ai 67 anni dovrebbero lavorare per pagare chi assiste i genitori, tanto vale stare a casa e farlo essi stessi). 4- la politica di rigore di Monti ha aggravato la recessione, gli interventi di spesa fatti dell'alleato Vendola nella sua regione hanno migliorato la situazione; che vogliamo fare, essere "coglioni e mazziati" fino alla fine? 5- la riforma delle norme sulle pensioni, se messa al centro degli interventi e ben illustrata, oltre a farci stare meglio, porterà più voti; li vogliamo regalare???

#15  franco g, 26/1/2013

Bravissimo Carlo concordo pienamente a 60 anni con 40 anni di lavoro devo ancora sputare sangue e se lavoriamo noi chi lascia il posto ai giovani? Segretario pensaci sopra

#14  Carlo puttin, 18/1/2013

ma vi siete dimenticati della iniqua riforma delle pensioni? chi ha cominciato giovane come me dovra fare se ci arriva 44 anni di lavoro per una pensione pure decurtata perche non arriva ai famosi 67 anni anagrafici,ma chi vi dice che la vita si è allungata andate in cimitero e vedrede quanti arrivano dopo i settanta,una piccola minoranza,la vostra di politici sicuramente si è notevolmente allungata. non un cenno alla riduzione dei vostri privilegi.ma come posso ancora darvi fiducia ma per una volta siate coraggiosi,non proclami ma certezze

#13  Giulia Ajmone, 7/10/2012

Sono d'accordo con Mauro Castagnola - ci vuole un maggiore sforzo di sintesi e di chiarezza per racchiuder il programma in non più di dieci pagine - andate a vedere le idee di Renzi come modello di presentazione. Grazie!

#12  francesco guarino, 26/4/2012

Io penso che in Italia e non solo, ci dovrebbe essere una politica forte e che garantisca il benessere di tutti i cittadini.Io credo che non bisogna perdere di vista questo obbiettivo e,lavorare solo in questa direzione. L'onestà,la solidarietà, oltre ai principi di etica e morale che ogni individuo dovrebbe avere, sono quell'obbiettivo da raggiungere nella vita di ogni uomo.In particolare, la responsabilità di chi è delegato a garantire questi principi, non può assolutamente perdersi in misteriosi complotti o in molteplici vicende di corruzioni.La sobrietà del politico, che si è messo al servizio del cittadino è importantissima anche perchè, la sua responsabilità è talmente grande che le conseguenze di consapevoli errori daranno alla propria coscienza una macchia indelebile anche oltre l'eternità. Dunque tutte le iniziative devono essere affrontate in una ottica del padre che tutto fa per il bene della sua famiglia. Non è molto difficile sapere quali sono i problemi da affrontare in Italia. Li abbiamo scritti nella Costituzione: Diritto al lavoro ecc. ecc.... La riduzione di questo importantissimo mezzo che ci da da vivere,dovrebbe essere il problema politico principale da affrontare e, non lasciarsi trascinare in pettegolezzi post-tutto. A mio parere non ci vogliono tante idee ma tanta volontà. Il ritorno allo Stato come partecipazione alla vita del cittadino, dovrebbe riprendere la sua funzione. Tutto ciò che avevamo in precedenza, ci è stato tolto. Una garanzia era il concorso pubblico, l' edilizia pubblica ecc. ecc..,ci hanno ridotto al fallimento con la scusa degli sprechi della pubblica amministrazione, consentendo ai soliti ricchi di gestire non solo il privato. Abbiamo lasciato che si prendessero tutto, sottomettendoci alle loro ideee egemone, permettendogli di tradire la nostra cultura ed il nostro credo. Io sono convinto che dobbiamo riappropriarci del mal torto convincendoci che non è la pubblica amministrazione o lo Stato in se a sprecare i soldi dei cittadini ma la solita corruzione che non si è mai voluta combattere.Quindi essere riformisti è anche combattere gli sprechi, il malaffare ma anche combattere chi vuole distruggere lo Stato svendendoci al migliore ricco offerente.Quindi per l'amore che Dio ci ha dato, riflettiamo su ciò che sta accadendo ed abbiamo il coraggio di riformare il nostro paese anche nella pubblica amministrazione e nello Stato che abbiamo costruito liberandolo, col sacrificio di molti, dall'oppressore per la libertà e l'unità d'Italia.

#11  Juan Domingo Bossio, 2/11/2011

NO RIDUZIONE COSTI POLITICA..!!! E' una assurditá discutere sul costo di qualcosa se non ripensiamo a cosa stiamo acquistando. Anche riducendola alla metá potrebbe essere un prezzo troppo esozo. LA QUALITA' il popolo debe scegliere direttamente tra tutti i candidati chi va e chi non va... no che sceglie tra quello che le viene proposto. Questo è l'errore. Ci sono 200 posti di parlamentari..?? Allora che ci vadano i migliori cervelli, i piç preparati. Coloro che possano dare un contributo alla nazione e non una Cicciolina che per quanto vogliate dire vorrei vedere, ancora, la sua performance come parlamentare. Ma cosa offriamo, quali incentivi per attirare a un tizia/o capace e arruolarlo in parlamento...??? Dico uno di queli che le multinazionali ambiscono... BASTA de ballerine e presentatrici, mandiamo gente in gamba che nel bel paese ancora ci sono. Lì stá la svolta mentale. Avere gente alla guida che possa apportare qualcosa e non che vada a rubare lo stipendio. Lasciamo alla lega quelle cose.

#10  Michele Nigro, 24/10/2011

Non sono d'accordo! A mio parere la priorita è una riforma Costituzionale per diversificare le competenze dei due rami del Parlamento. Questo sicuramente produrrà buoni risultati sia migliorando la produttività che riducendo i costi. .... é necessario che sia fatta una buona riforma, senza voler ampliare il campo ad altre questioni come a suo tempo fu fatto con la "deregulation" che divento soltanto un calderone che il popolo bocciò con il referendum. Altre scorciatoie tipo il dimezzamento dei parlamentari, siamo proprio sicuri che sia da fare? A mio parere senza una ottima legge sul conflitto d'interesse ed una buona legge elettorale, ridurre il numero di parlamentari ci fa correre seri pericoli d’autoritarismo! Con l'attuale legge elettorale occorre "nominare" oltre 300 deputati per governare, dimezzandoli vorrà dire che assicurarsi parlamentari FEDELISSIMI sarà più semplice.

#9  Marcello Cerrato, 11/8/2011

Buondì... ed è una speranza oltre che un augurio. Non sono un iscritto, nè lo sono mai stato in nessun partito e voglio continuare così, ma ho sempre simpatizzato, dato al mio sostegno e continuato a seguire la storia travagliata ed infinita della sinistra italiana. Non sento più parlare, e cerco di non essere distratto, di riduzione dei costi della politica da parte dei nostri dirigenti, come se ci fosse una specie di paura in questo.... eppure in data 21 giugno 2011 (cioè da poco) proprio il PD ha presentato una proposta di modifica costituzionale per il riassetto degli enti locale e il ridimensionamento delle Province (Proposta di Legge Costituzionale N. 4439). A parte che la riduzione non mi piace! Si dovrebbero proprio abolire del tutto, così come anche comuni al di sotto dei 5000 abitanti (forse più) non hanno più ragione di esistere. Lo hanno capito i comuni stessi, soprattutto quelli montani o quelli delle campagne con le comunità collinari e montane per poter condividere alcuni servizi. E allora si faccia questo passo in più e si accorpino: se hanno trovato punti di interesse comuni è un primo passo verso questa riforma. Mi pare che nonostante questa proposta gli interventi degli ultimi giorni a seguito del terremoto finanziario e politico a livello planetario non sia più stata richiamata e pubblicizzata. Trovo sia ipocrisia parlare solo del dimezzamenti parlamentari... ben venga, ma non risolvono il vero problema degli psrechi. Perché questa ritrosia? E' incapacità totale di comunicare? Ho l'impressione di sì.... da parte dei dirigenti nazionali si trasmette alla gente poca incisività e poca coesione... e quel che è peggio è che passa l'idea (credo anche giusta) che faccia comodo mantenerne alcune perchè sono una "rendita" politica anche per il PD. Senza parlare di riduzione IRPEF e la galera vera e senza sconti per chi evade pesantemente.... non parlo di piccoli errori di dichiarazione, ma della grande evasione; eliminare le elusioni la cui gran parte è fatta ad uso e consumo dei potenti e dei magnati, ma mi fermo quà. Ecco, mi piacerebbe, e penso non solo io, che se ne parlasse di più negli interventi dei nostri "conducador". O il cambio di passo arriva davvero con proposte che mantengano ambiguità di sorta al loro interno o non se ne verrà mai fuori. Non sono un legislatore, ma credo che abolire le provincie si possa fare in fretta e ridurre il numero di comuni accorpandoli se si vuole lo si potrà fare altrettanto velocemente. Sarebbe importante p artire e dare un segnale chiaro di volontà da parte di opposizione che ambisce a tornare al governo e fare dimenticare lo scempio di questi anni. Auguri a tutti.

#8  giuseppe ciancio, 4/7/2011

ICI per tutti . Il vero problema non è quello di estendere la no tax area ma di far sì che ogni cittadino abbia reddito per pagere le tasse. L ademocrazia si safforza attraverso la responsabilità e partecipazione. L' ICI pet tutti è una delle tassazioni con impossibilità di evadere. In contropartita si può ridurre l'IRPEF.

#7  Alessandro Colzi, 3/5/2011

La parte dell'elettorato che fa la differenza, quello che non si schiera a priori e che non segue la politica da vicino, vota in base ad empatia del candidato e a poche idee semplici. Berlusconi vince da anni dicendo cazzate, ma chiare e rassicuranti. Bisognerebbe iniziare a comunicare alcune idee semplici e un po' paracule con cui "attirare" l'attenzione delle'elettorato non schierato: - Diminuzione dei parlamentari - Diminuzione sensibile degli stipendi dei parlamentari - Nuova legge elettorale per ripristinare le preferenze - Abolizione delle Province - Ecc.. Insomma qualche proposta che può anche essere tacciata di populismo (ricordate Obama?) ma che ha l'esclusivo compito di conquistare la di fiducia degli elettori. Oltre a queste mosse di facciata poi, è necessaria la sostanza delle riforme che il PD già elenca, fondamentali perchè in grado di portare i risultati veri alle scadenze elettorali. Queste semplici idee andrebbero martellate mediaticamente da un UNICO leader, e non farfugliate da 16 persone diverse (ricordate l'empatia col candidato? Stringere un legame con 16 persone è un po' più ostico). Se si è, infine, un partito a vocazione maggioritaria, si indica la direzione agli altri, non si elemosinano alleanze con soggetti minori.

#6  marina schifano, 23/4/2011

Io vorrei che si ripensassero le aliquote delle tasse sui TFR e sui Fondi Pensione. Sono troppo alte in confronto alla svalutazione delle buste paga. Specie dopo il regalo fatto ai ladri evasori che hanno portato i capitali in nero all'estero, e che hanno pagato solo il 5% per farli emergere, senza riportarli in Italia, oltretutto. Chiedere a un lavoratore che ha sempre pagato le tasse, il 23/25% di tasse su un tfr è una vergogna! Su quei pochi soldi un lavoratore conta molto, e oggi come un tempo, vorrebbe fare qualcosa per i suoi figli: aiutarli a aprire una attività, aiutarli a comprare una casa. Solo che non c'è un confronto tra i 100milioni di un tempo e i 50mila euro di oggi, e la stessa cosa vale per il prelievo fiscale su queste somme! Pensateci e fate qualcosa per abbattere il prelievo fiscale dello stato sui TFR e sui Fondi Pensione!

#5  Salvatore Deltricolore, 19/4/2011

Mi raccomando, non lasciate fuori le generazioni perse, deluse e tradite da questo governo. Chi si trova sopra i 35 anni deve poter rientrare nel mondo del lavoro sia da autonomo (sostenendo le idee di piccola imprenditoria) che da dipendente. Sarebbe un gravissimo ed imperdonabile errore tradire questa parte della popolazione che può ancora essere determinante alla rinascita del paese.

#4  Fabrizio Iacono, 18/4/2011

e della politica e della moralità non si parla? Credo fondamentale fare da subito, ora, in questa legislatura, una proposta avanzata anche da soli e poi cercare il consenso su: 1) tornare alle preferenze 2) ridurre il numero di parlamentari 3) rivedere la legge elettorale per evitare il proliferare di liste fasulle/civetta (per le prossime amministrative si avranno delle vere lenzuolate) e quindi 4) inserire un forte sbarramento 5) inserire anche uno sbarramento, più leggero ma significativo, per i rimborsi elettorali. E' giusto dare l'opportunità atutti ma con un "rimborso" spese parziale e solo se si raggiunge un minimo e solo per le vere spese documentate sostenute 6) inserire una norma che vieta la presentazione/elezione di persone sotto processo di qualunque grado per qualunque motivo. 7) inserire una norma vera e non fasulla sul conflitto d'interesse e quindi sulla non presentabilità in lista/elezione di persone che non soddisfano i requisiti. 8) ridurre gli attuali rimborsi elettorali. Mica i sacrifici li possono fare solo i lavoratori. Avere il coraggio di scrivere delle norme semplici, chiare ed efficaci; presentarle ed imporre un dibattito.

#3  Mauro Castagnola, 17/4/2011

Caro segretario Bersani. sono un pensionato e , durante la mia attività lavorativa, l'aspetto della comunicazione ha sempre avuto una grande importanza. Nel 2008 avevo letto il programma del PD, e mi sono fermato alla prima pagina, quando ho trovato le parole benchmarking, turn over e spoil system. Un programma elettorale deve essere concentrato in 10 pagine, con ulteriori 10-15 pagine per fornire maggiori delucidazioni sui problemi più complessi. Inoltre deve essere scritto in modo da poter essere compreso da tutti e non deve contenere parole straniere. In questo momento, se si ascoltassero con maggiore attenzione le opinioni dei cittadini che, magari non votano più PD in quanto delusi, non dovrebbe essere difficile svilupparlo e ritrovare i perduti consensi. Mi permetto di fornire un elenco di tali proposte, sulle quali ho osservato grande condivisione e consenso: 1. Elencare le leggi “ad personam” che si intendono eliminare riconfermando che, davanti alla giustizia, tutti i cittadini devono essere eguali. 2. Promuovere una legge anti corruzione e disposizioni che mettano corruttori e corrotti in conflitto di interessi (ad esempio, stabilire vantaggi per chi denuncia per primo, ecc.). 3. I condannati e chi ha ricevuto una incriminazione non devono essere candidati. L’autorizzazione a procedere deve essere sempre concessa a meno di reati di opinione. 4. Indicare le azioni che si intendono adottare per assicurare una giustizia penale e civile rapida e assicurare la segretezza delle intercettazioni sino alla consegna alle parti (basta rivolgersi alla associazione magistrati o chiedere ad un qualsiasi giurista per indicare alcune azioni facilmente applicabili addirittura senza costo). 5. Elencare i privilegi che debbono essere tolti ai parlamentari. Tra questi deve essere incluso il diritto alla pensione dopo una legislatura, visto anche gli effetti nefandi che produce (NB: mia moglie percepisce 85 euro al mese di pensione. Quando sono nati i miei figli le norme prevedevano che con 15 anni di contributi, anche se in parte volontari, si aveva diritto al minimo di pensione dopo i 60 anni. Questo diritto acquisito gli è stato tolto con una legge del governo Amato: se hanno tolto una piccola pensione ad una casalinga credo si possa togliere un assurdo vitalizio ai parlamentari). 6. Iniziare ad eliminare la maggiore parte delle provincie (al di sotto di 500.000 abitanti) 7. Dire chiaramente no al ponte sullo stretto di Messina ed all’energia nucleare ad oggi possibile. 8. Taglio delle spese correnti, in particolare quelle relative al funzionamento delle istituzioni 9. Tasse. La situazione economica nazionale è certamente difficile. Prevedere una diminuzione ragionevole tenuto conto dell’esigenza di rientro dal debito. 10. RAI: stabilire criteri professionali per la nomina di direttori e vice. Dare possibilmente precedenza a energie interne Stabilire un codice etico e professionale cui tutti devono attenersi. 11. Scuola: tutelare e dare risorse alla scuola pubblica. Restituire allo Stato la nomina degli insegnanti di religione. 12. Diritti civili: promuovere leggi che consentano testamento biologico e diano diritti alle coppie di fatto. 13. Ripristinare l’ICI per gli immobili religiosi utilizzati a fini commerciali. 14. Immigrazione: dire chiaramente che l’Italia non può dare un permesso di soggiorno a tutti quelli che lo richiedono (per una questione di dimensione fisica della nazione). I rifugiati politici chiaramente identificati come tali potranno ottenerlo e dovranno poter circolare in ambito CEE). Gli altri saranno rimpatriati. Data la posizione geografica dell’Italia, e fatto salvo l’esigenza di fare accordi con i paesi da cui partono i barconi ed effettuare eventuali azioni di pattugliamento, chi arriva in Italia deve essere trattato con umanità e rispetto. 15. Privatizzazioni: le Questi ed altri punti possono essere inseriti in un programma che abbia le caratteristiche sopra indicate. La saluto cordialmente

#2  orazio vecchio, 13/4/2011

Ho letto il NRP e sinceramente devo dire che non intusismerete nessuno. Faremo con l'Europa...Eurobonds europei ecc. ecc. Ma quali sono i mali Italiani. 1 Criminalità organizzata 2 corruzione 3 evasione fiscale e contributiva 4 un enorme debito pubblico Quali i mali contingenti ? 1 Disoccupazione 2 Stipendi infufficienti 3 Un'altra domanda ancora, ma perchè tutti i Paesi ( anche quelli considerati più virtuosi,da esempio la Germania ) hanno un debito pubblico ? O sono tutti deficienti o qualcosa di sbagliato c'è. Se di sbagliato fosse l'attuale sistema monetario ? Galileo Galilei nel 1663 fu condannato come eretico dal potere contemporaneo perchè ebbe il torto di asserire che molti si sbagliavano a pensare che fosse la terra a stare ferma ed era il resto girava. Pertanto sono convinto che tutti i sapientoni economisti di quest'epoca mi diranno che sono quantomeno un pò stampalato a sostenere quello che scriverò quì di seguito. La crisi finanziaria ed economica a livello globale è dovuta all'attuale sistema monetario, e finchè non lo si correggerà non ci sarà nessun sviluppo ne ripresa. La correzione che giudico vitale sopratutto per il nostro Paese è l'introduzione del Sistema dei Pagamenti Nazionale. Cosa è il Sistema dei Pagamenti Nazionale lo potete leggere nella bozza di legge che ho già inviato al Ministro Tremonti e per conoscenza alla Banca D'Italia che qui di seguito vi scrivo oppure visitando il sito www.lacrisi.org. Pertanto vedete di fare vostra questa proposta di legge e battetevi perchè il Sistema dei Pagamenti Nazionale sia introdotto in Italia prima possibile. Un ciao a tutti Orazio Vecchio In data 09.03.2011 è stata inviata al Ministro Tremonti e per conoscenza alla Banca D'Italia la seguente bozza di legge, per la introdurre nel Paese la “ Istituzione del Sistema dei Pagamenti Nazionale.” Capo 1 – Principi Generali Art. 1 . Finalità e definizioni L'istituzione del Sistema dei Pagamenti Nazionale, viene introdotto per armonizzare e rendere più efficace e perequativo quanto previsto dagli art. 9, 41, 47, 53 e 117 comma E della Costituzione . Il Sistema dei Pagamenti Nazionale, racchiude in se il controllo che l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali, di coordinamento e di controllo del credito, e un più effettivo controllo affinché tutti i cittadini concorrono alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva, informato a criteri di progressività. E' altresi uno strumento di intervento e di salvaguardia in particolari momenti della stabilità economica del Paese. Esplicazione A) La “ Carta dei Pagamenti “ oltre a essere uno strumento per prelevare denaro o effettuare dei pagamenti, conosciuta fino ad adesso con la definizione “ carta di debito o bancomat “, è abilitata pure a ricevere accrediti, è anche un deposito presso l'emittente che non produce interessi, è rappresenta anche un deposito per un qualsiasi Istituto di credito se il cittadino, l'impresa o l'associazione se ne vorrà avvalere. B) Il Sistema Nazionale dei Pagamenti, oltre a contabilizzare tutti i trasferimenti interni ed esterni, è costituito dall'insieme dei depositi di Privati,Enti, imprese, o di un qualsiasi operatore economico che svolga una qualsiasi attività sul territorio Nazionale. Pertanto si applica il principio valido per le banche per cui le passività immesse nel SPN da parte dello Stato è moneta bancaria e di natura fiduciaria, e poggia sulla fiducia degli operatori economici che lo Stato sia capace di convertirla, su richiesta, in moneta legale. C) La passività v/s il Sistema dei Pagamenti Nazionale, viene immessa nel “sistema” per pagamenti verso privati, enti o imprese per far fronte a spese impreviste dovuti ad eventi eccezionali o per non incrementare ulteriormente l'attuale debito pubblico, e quindi eliminarlo nel medio lungo periodo, mediante emissione di moneta bancaria priva di interessi attivi e passivi denominata “moneta bancaria di espansione e conservazione non inflattiva “ Art. 2 Istituzione e denominazione Viene istituito il Sistema dei Pagamenti Nazionale, in seguito denominato per brevità SPN. Art. 3 Il SPN sarà gestito e monitorato dalla Banca D'Italia in concerto con il Ministro Dell'economia e Delle finanze. La dotazione delle tecnologie necessarie allo scopo sarà a carico dello Stato. Art. 4 Il SPN con l'ausilio degli Istituti Bancari e le Poste emetterà la “ carta dei pagamenti “ a tutti i cittadini residenti sul territorio Italiano, dai 16 anni in su, a tutte le imprese, enti o associazioni di varia natura giuridica e che comunque hanno l'onere di essere dotati di codice fiscale o partita iva. Art. 5 La “ carta dei pagamenti “ rappresenta un deposito per il SPN, rappresenta altresì un deposito per gli Istituti di Credito e le Poste al fine della raccolta bancaria, nelle forme sia c/c o in depositi vincolati. Art. 6 La “carta dei pagamenti”, è impignorabile e servirà ai loro possessori per effettuare ogni loro pagamento e ricevere ogni loro accredito sul territorio nazionale ed estero, inoltre consente di prelevare carta moneta pagando una commissione a scaglione. Il prelevamento di carta moneta comporta : A) Per i privati, zero commissioni fino a 1.200,00 euro annuo, il 4% da 1.201,00 a 5.000 €. l' 8% da 5.001,00 ai 20.000,00 €. il 25% dai 20.001 ad oltre. B) Per le aziende, enti , associazione e e altri, le commissioni, saranno applicate in base alla merceologia, e al volume di affari. Quindi la commissione e zero se l'azienda ha nel suo scopo sociale l'acquisto di materie prime dove il loro acquisto non è possibile reperire sul territorio nazionale, Sarà invece del 15% del 25% e al 40 % in base alle tabelle sotto riportate. Alimentari : Per volumi di affari fino a 200 mila euro Il 15% fino a 10 mila euro, il 25% da 10.001,00 fino a 20mila euro, oltre il 40 % Per volumi di affari superiori ai 200 mila euro Il 15% fino 100 euro da 101 a 200 mila euro il 25% oltre il 40% Abbigliamento, calzature ed affini; Ferramenta, utensileria elettricità : Per volumi di affari fino a 300 mila euro Il 15% fino a 20 mila euro, da 20.001,00 a 40 mila euro il 25% oltre il 40% Per volumi di affari superiore ai 300 mila euro Il 15% fino 50 mila euro, da 50.001 a 100 mila euro il 25% oltre il 40% Automezzi, automobili, macchinari : Per volumi di affari fino a un milione di euro Il 15% fino a 600 mila euro oltre il 25% Per volume di affari oltre il milione di euro Il 15% fino al milione di euro, dal milione e uno ai tre milioni il 25% oltre il 40%

#1  mario saitto, 13/4/2011

vorrei anche una proposta di RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA ,ampia,concreta e di facile e immediata applicazione

invia un commento

Argomenti

dillo ai tuoi amici

Inserisci le email separate da una virgola  
il tuo nome  
la tua email  
un breve messaggio  
 
L'utente, nel premere il pulsante "invia", dichiara di aver letto e approvato l'informativa sul trattamento dei dati.